Federcaccia, la Commissione Ambiente risponde all’interrogazione dell’onorevole Briano sull’utilizzo dei dati regionali per fissare i periodi di caccia a tordo bottaccio e cesena.
Il Commissario Vella legittima l’applicazione del paragrafo 2.7.10 della Guida alla caccia UE. Le sue parole fanno emergere però dubbi in merito alla completezza della relazione inviata dal Ministero dell’Ambiente. La Commissione Ambiente ha risposto all’interrogazione dell’Onorevole Briano relativa all’utilizzo dei dati regionali per fissare le stagioni di caccia alle specie tordo bottaccio e cesena prevedendo la chiusura del prelievo al 31 gennaio in alcune Regioni Italiane. In data 1 aprile, il parlamentare europeo Onorevole Renata Briano, in collaborazione con l’Ufficio Avifauna Migratoria FIdC e l’Ufficio Tecnico Legislativo ANLC, aveva presentato una dettagliata interrogazione alla Commissione Ambiente Europea per chiarire se l’utilizzo del paragrafo 2.7.10 della Guida alla disciplina della caccia UE fosse legittimo a giudizio della Commissione stessa. La risposta del commissario Karmenu Vella ha chiarito che l’utilizzo di questo paragrafo è legittimo a patto che siano disponibili studi scientifici o dati tecnici che attestino una differenza nelle date di inizio della migrazione prenuziale, in Regioni chiaramente distinguibili, dal dato Key Concept nazionale. La seconda parte della sua risposta però, esprime dei dubbi in relazione all’utilizzo da parte delle Regioni italiane di questa facoltà.
È logico supporre che nella procedura EU PILOT 6955/14/ENVI, il Ministero dell’Ambiente non abbia fornito un quadro completo dell’operato delle Regioni alla Commissione, e non abbia sostenuto la validità degli studi scientifici utilizzati dalla maggior parte delle Regioni del nostro Paese, per la chiusura al 31 gennaio del tordo bottaccio, della cesena e in alcuni casi della beccaccia; studi che hanno consentito alle stesse Regioni di veder riconosciute più volte di fronte ai Tar e al Consiglio di Stato la correttezza dei propri calendari venatori. Una circostanza che evidenzia anche, è opportuno sottolinearlo, la necessità da parte delle Regioni di avere dati aggiornati e quanto più completi sulla fauna selvatica del proprio territorio.
Ancora più ingiustificata dunque, appare la forzatura messa in atto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha imposto la chiusura della caccia al 20 gennaio per le tre specie, quando è nuovamente evidente che la Commissione ha tuttora in corso un approfondimento di valutazione relativo alle scelte delle Regioni. Nel ringraziare l’Onorevole Renata Briano per l’iniziativa, l’Ufficio Avifauna Migratoria e l’Ufficio Tecnico Legislativo ANLC continueranno con lei sulla strada della collaborazione per informare la Commissione sulla validità degli studi utilizzati dalle Regioni italiane con lo scopo di concludere favorevolmente l’iter della procedura EU PILOT.
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