Fine della stagione venatoria nel Senese, mobilitati 15mila cacciatori

Rinnovata passione per la lepre, ma è stata molto gettonata anche la caccia alla beccaccia in questo territorio.

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SeneseUltimo giorno di caccia ieri in provincia di Siena, dove tra l’Atc 3 e l’Atc 8 si sono mobilitate 15mila doppiette. Le ordinanze emanate dalla Regione hanno consentito di esercitare l’attività venatoria anche quando la Toscana era zona arancione: questo ha consentito di limitare i danni alla colture vitivinicole e cerealicole. “Qui si fanno numeri stratosferici – spiega Roberto Vivarelli, coordinatore degli Atc toscani e presidente dell’Atc Siena Nord – perché la Toscana è la prima regione in Europa per intensità di fauna selvatica. Fino a dicembre abbiamo registrato un calo degli abbattimenti, anche perché siamo stati fermi un mese con la regione in zona rossa.

A gennaio abbiamo intensificato l’attività, riprendendo alla grande”. Sono 75 le squadre di cacciatori operative sul territorio provinciale (54 nell’Atc 3 e 21 nell’Atc 8): “Circa 4mila doppiette si dedicano all’abbattimento dei cinghiali – evidenzia Vivarelli –, ma possiamo dire che c’è una rinnovata passione anche per la lepre. Molto gettonata la caccia alla beccaccia, mentre riscontriamo alcune difficoltà in quella al fagiano nonostante le recenti immissioni di esemplari, perché è assente l’humus carnivoro”. Vivarelli continua: “E’ in ripresa la caccia al colombaccio, mentre per gli abbattimenti di cinghiali si può dire che l’85% venga fatto dalle squadre che sono il vero fulcro di questo tipo di attività“.

Quanto alla caccia di selezione, solo l’anno scorso sono stati abbattuti 500 daini, 2mila caprioli e 200 cervi: “E’ la prova che sta dando buoni frutti”, commenta il coordinatore degli Atc toscani. Ora non resta che attendere la primavera, quando si riaprirà la stagione venatoria, ma gli occhi sono puntati sulla Regione: “Bisogna elaborare un nuovo Piano faunistico-venatorio regionale, perché le deleghe non sono più delle Province – annuncia Vivarelli – e i piani provinciali sono scaduti. Il Piano regionale regolerà tutte le forme di caccia in Toscana, cioè sia quella programmata sia quella nelle aziende faunistico-venatorie, omologando finalmente le regole” (La Nazione).

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