I cacciatori della Toscana chiedono la riapertura della caccia a cinghiali, cervidi e bovidi

Questi interventi, gestiti con prenotazione telematica di uscita in prelievo che scongiura assembramenti, riguardano piccoli spostamenti.

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Veneto

ToscanaLe Associazioni della Cabina di Regia delle Associazioni Venatorie Toscane hanno scritto alla Regione Toscana per chiedere che non appena possibile riparta la caccia di selezione al cinghiale e ci si adoperi per preparare le aperture a cervidi e bovidi a cominciare da quella al capriolo in programma per giugno. Si sta parlando di Arci Caccia, Enalcaccia, Libera Caccia e Italcaccia. Ecco il loro messaggio: “Considerato il miglioramento della contingente covid 19 e in applicazione di maggior movimento alla fase 2, chiediamo la riapertura del prelievo selettivo del cinghiale da parte degli abilitati a tali interventi anche in considerazione dei danni alle colture agricole.

Questi interventi, gestiti con prenotazione telematica di uscita in prelievo che scongiura assembramenti, riguardano piccoli spostamenti e sono attività all’aria aperta, lontane da altre persone. Si chiede anche di preparare il riavvio e la ripresa della caccia di selezione agli altri ungulati (caprioli, daini, mufloni e cervi). Il soprannumero di queste specie, in particolare capriolo, provocano enormi danni in special modo nei vigneti con la loro emissione di teneri germogli”.

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