I cacciatori di Rimini ricorrono al TAR contro il divieto di sparo lungo il fiume Marecchia

Il Comune di Rimini aveva deciso nello scorso settembre di disporre il divieto dell'esercizio dell'attività venatoria.

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Marecchia

MarecchiaL’Ambito Territoriale di Caccia Rimini 1 ha fatto ricorso al Tar, chiedendo in primis la sospensione, e nel merito l’annullamento dell’ordinanza contingibile e urgente del Comune di Rimini che da fine settembre ha vietato la caccia nelle aree adiacenti il percorso ciclopedonale e storico naturalistico del fiume Marecchia. Il Comune di Rimini resisterà davanti al Tar: la giunta comunale ha approvato la delibera apposita, autorizzando il sindaco di Rimini Andrea Gnassi a costituirsi nel giudizio, nominando quale legale difensore e procuratore la Civica Avvocatura dell’ente.

Il Comune di Rimini aveva deciso nello scorso settembre di disporre il divieto dell’esercizio dell’attività venatoria lungo il “Percorso Storico Naturalistico” che si snoda a destra e sinistra del fiume Marecchia, per il tratto che interessa il territorio comunale, a seguito dell’invito della Prefettura di Rimini, che – sulla base del rapporto del Comando Provinciale Carabinieri di Rimini segnalava una criticità di pubblica incolumità e pubblica sicurezza connessa all’attività venatoria lungo le piste ciclabili sulle principali aste fluviali della provincia chiedendo ai comuni di valutare ogni misura utile per mettere in sicurezza le aree dei territori di competenza interessate da percorsi lungo i fiumi.

Raccogliendo l’invito il Comune di Rimini dispose con una propria ordinanza, come già fece lo scorso anno in via sperimentale, il divieto di esercizio dell’attività venatoria, a salvaguardia della pubblica incolumità, sia in forma vagante sia con appostamenti temporanei, fatti salvi gli appostamenti fissi regolarmente autorizzati dalla Regione, in una fascia di larghezza di cinquanta metri a destra e di cinquanta metri a sinistra del “Percorso Storico Naturalistico” del Fiume Marecchia. In tale fascia è obbligatorio anche tenere il fucile scarico e nelle zone adiacenti alla fascia di rispetto ed è vietato sparare in modo che la traiettoria di tiro attraversi il percorso stesso.

Una decisione che l’Amministrazione comunale aveva adottato con l’obiettivo di far convivere il turismo naturalistico e l’attività venatoria accrescendo il livello di tutela e incolumità dei cittadini e dei fruitori dei percorsi naturalistici, nella convinzione che le misure contenute nell’ordinanza non pregiudicano l’esercizio della caccia ma creano le condizione per una maggiore sicurezza degli utenti del percorso ciclo pedonale apprezzato ed utilizzato da tanti cicloturisti, anche stranieri, con un grande potenziale paesaggistico (Altarimini.it).

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