I cacciatori siciliani continuano a contestare il Parco dei Peloritani

Il presidente Stefano Privitera teme l'istituzione di un nuovo carrozzone politico che potrebbe far fallire la Regione.

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Parco dei Peloritani

Parco dei PeloritaniStefano Privitera, presidente dei Liberi Cacciatori Siciliani, ha deciso di commentare la possibile approvazione di quello che è stato definito “l’ennesimo carrozzone politico”. Si sta parlando del Parco dei Peloritani, un’area naturale che dovrebbe ricomprendere la provincia di Messina. A inizio giugno la realizzazione di questo parco era stata contestata anche dal Sindacato Nazionale Cacciatori, ora Privitera teme la spesa di diversi milioni di euro nonostante un “bilancio regionale asfittico e dichiarato in prossimo default”.

I Liberi Cacciatori Siciliani sono convinti del fatto che in questo modo non si creino nuovi posti di lavoro, come anche sono state smentite dai fatti le pretese di biodiversità e di difesa dell’ambiente. Il presidente ha invitato a visitare le zone precluse dell’isola, piene di suidi affamati e pericolosi, già responsabili di gravi distruzioni. Non mancano nemmeno le discariche abusive e di ogni tipo. Privitera è convinto che il territorio vada vissuto, aiutato, valorizzato e non mummificato.

Anche se si tratta di pensieri di un cacciatore, al di fuori della stagione venatoria chi pratica questa attività ama andare per i boschi e godere dello splendore di una natura incontaminata. L’auspicio è che durante il voto ci su ricordi dell’enorme spreco di denaro pubblico, il quale potrebbe portare presto al fallimento della Regione.

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