Emilia Romagna e Piemonte
Emilia-Romagna e Piemonte sono due regioni del nord Italia che distano tra loro 0 km in quanto sono confinanti. Questa banale realtà geografica, ben nota ad ogni bambino delle elementari, è però messa in discussione da due decisioni dei rispettivi TAR riguardanti quel “pasticciaccio brutto” dei colombacci, che sta tenendo banco da un anno a questa parte. Infatti, nel 2025, pressappoco in questo periodo, l’Amministrazione dell’Emilia-Romagna decise di dichiarare guerra ai meravigliosi “Uccelli azzurri” incolpati (ingiustamente) di essere l’unico vero e proprio castigo di dio per gli agricoltori regionali, ignorando del tutto l’impatto prodotto da orde fameliche di piccioni torraioli.
Numero di abbattimenti
La decisione assunta fu drastica ma anche crudele e inspiegabile. Secondo i tecnici e gli amministratori regionali era indispensabile abbattere il maggior numero possibile degli esemplari di tale specie che, lo ricordiamo, è migratrice e quindi non di proprietà della regione ma dell’intero Paleartico settentrionale. Venne deciso, quindi, di procedere ad abbattimenti a partire dal 1° aprile fino al 15 settembre, quindi in pieno periodo riproduttivo e di cure parentali, condannando a morte certa per fame i pulli appena nati. Nel silenzio assordante (e complice) della cinquantina di associazioni animaliste e ambientaliste, di tutti quei politici dell’opposizione che ora stanno alzando le barricate in difesa del piccione torraiolo (e purtroppo anche di tutte le altre associazioni venatorie), solamente la Libera Caccia presentò ricorso al TAR regionale, che lo respinse.
Periculum in mora
Oggi, a zero chilometri di distanza, un altro TAR, accogliendo il ricorso di alcune associazioni animaliste, ha sospeso la preapertura prevista dal Calendario venatorio regionale 2026/2027 per il giorno 1° settembre! Quello che lascia perplessi e increduli è il fatto che il giudice monocratico, per un solo giorno di preapertura, ha riconosciuto la sussistenza del “periculum in mora”, cioè il gravissimo rischio di un danno grave e irreparabile per la fauna selvatica! Sembra una barzelletta ma vi assicuro che è la verità e che questo è il modo con cui si affrontano i problemi faunistici e ambientali del nostro meraviglioso e incredibile Paese. In Emilia-Romagna si può fare strage di colombacci per 5 mesi e mezzo, in pieno periodo riproduttivo e facendo morire di fame i pulli nei nidi, mentre in Piemonte, al di là del confine regionale, non si può cacciare il colombaccio il 1° settembre! Mi piacerebbe che i tanti quotidiani che spendono colonne e colonne per rilanciare le bugie e le esagerazioni della palude animalista, dedicassero qualche riga a questa assurda situazione. Ma so già, purtroppo, che è una speranza vana. Ci vorrebbe troppo coraggio e una indipendenza ideologica e politica che quegli organi di “informazione” non possono avere (Paolo Sparvoli – presidente Associazione Nazionale Libera Caccia).

































