Il TAR respinge il ricorso ambientalista contro il calendario venatorio siciliano

La stagione della caccia nell'isola potrà iniziare normalmente: i giudici hanno bocciato l'istanza presentata da WWF e Legambiente.

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Coniglio

Calendario venatorio sicilianoLa Seconda Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia si è espressa sul ricorso presentato da Legambiente e WWF contro il calendario venatorio regionale relativo alla stagione 2018-2019. In particolare, le due associazioni si sono scagliate contro il presunto contrasto con il parere fornito dall’ISPRA e le indicazioni del Piano Faunistico Venatorio. WWF e Legambiente hanno cercato di far sospendere l’attività venatoria, in primis le date della pre-apertura (1° settembre 2018), il prelievo del coniglio selvatico e quello anticipato di colombacci e quaglie.

Le altre contestazioni hanno riguardato la chiusura posticipata al 31 gennaio 2019 della caccia a cesene, tordi bottacci e tordi sasselli, oltre all’estensione del prelievo di colombacci, gazze, ghiandaie e volpi fino al 10 febbraio del prossimo anno. I giudici del TAR hanno sottolineato come la Regione Sicilia abbia parzialmente accolto il parere dell’ISPRA su cui tanto insistono le due associazioni ambientaliste, in particolare per i piani di abbattimento di allodole, quaglie e beccacce.

L’Istituto, poi, non può sostituirsi alle amministrazioni nel compiere le scelte in materia di caccia, deve trattarsi esclusivamente di un supporto. Di conseguenza il ricorso di Legambiente e WWF Italia è stato rigettato dai giudici amministrativi e la nuova stagione venatoria sicilia potrà partire senza intoppi. Fra pochi giorni si comincerà proprio con la pre-apertura.

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