Attività di uccellagione
A seguito di una segnalazione pervenuta dal Corpo forestale della Provincia autonoma di Bolzano relativa alla presenza di tre soggetti sospettati di attività di uccellagione, già noti alle forze dell’ordine per analoghi precedenti e già identificati in passato, Il Commissariato di Polizia di Merano ha avviato mirati accertamenti investigativi.
Servizio di appostamento
Individuata l’autovettura in uso ai sospettati, gli operatori della Polizia di Stato in congiunta con gli operatori del Corpo Forestale procedevano a un servizio di appostamento e vigilanza, attendendo il rientro dei soggetti al veicolo. Una volta ripresa la marcia, gli stessi venivano fermati e identificati. La successiva perquisizione del mezzo consentiva di rinvenire elementi riconducibili alla presenza di nidi di uccelli e all’attività di uccellagione, pur in assenza, in quel momento, degli animali. Successivamente, a seguito di una ulteriore segnalazione del Corpo Forestale – a sua volta attivato da un privato cittadino – venivano rinvenuti e sottoposti a sequestro due borse e uno zaino occultati nei pressi di campi coltivati a frutta nel territorio di Lana. All’interno venivano scoperti circa 115 pulcini distribuiti in 21 nidi, molti dei quali purtroppo già privi di vita.
Centro di Recupero Avifauna
Gli esemplari recuperati venivano immediatamente affidati al Corpo Forestale provinciale, che provvedeva al loro trasferimento presso il Centro di Recupero Avifauna di Castel Tirolo per le cure e gli accertamenti del caso. L’attività illecita accertata è finalizzata alla vendita dei nidiacei a cacciatori che li utilizzano come esche vive per attirare altri uccelli tramite il richiamo del loro canto. Si tratta di una pratica particolarmente diffusa nei mesi di maggio e giugno, quando soggetti provenienti anche da altre aree si recano in Alto Adige per saccheggiare i nidi nei frutteti.
Indagini in corso
I soggetti identificati, responsabili di aver posto in essere condotte di maltrattamenti di animali e aver arrecato un grave danno all’ecosistema locale, venivano deferiti all’Autorità Giudiziaria per reati contro l’ambiente, la flora e la fauna. Le indagini sono tuttora in corso al fine di accertare eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire compiutamente i fatti. L’operazione rappresenta un significativo esempio di efficace collaborazione interforze tra Polizia di Stato e Corpo Forestale, sinergia che si è rivelata determinante per il contrasto di fenomeni illegali a danno dell’ambiente e della fauna selvatica (fonte: Provincia di Bolzano).



































