Critiche dei soliti noti
In seguito all’iniziativa di Federcaccia Macerata di installare alcune casette nido per uccelli insettivori nelle scuole di Macerata non si sono fatte attendere le critiche delle solite associazioni animaliste e ambientaliste, che si considerano uniche autorizzate a parlare di ambiente in generale e con i bambini e ragazzi in particolare. In risposta agli articoli pubblicati sulle cronache locali è intervenuto il Presidente Provinciale Federcaccia di Macerata Nazzareno Galassi.
Educazione ambientale
Queste le sue parole: “Le critiche rivolte ai cacciatori dimostrano ancora una volta una visione ideologica, non un confronto sui fatti. Sostenere che un cacciatore non possa svolgere educazione ambientale significa ignorare che molti cacciatori seguono corsi obbligatori, conoscono fauna, habitat, normativa e gestione del territorio, collaborano con università, ISPRA, Enti pubblici e partecipano a censimenti, monitoraggi, ripristino di habitat e progetti di conservazione – ha affermato Galassi – L’educazione ambientale dovrebbe essere valutata per la qualità dei contenuti e dei risultati, non in base a un pregiudizio verso chi la svolge. Il mondo venatorio è dotato di tecnici formati e preparati, i quali fondano il proprio lavoro sui dati effettivi e concreti e non ideologici, a differenza di chi scrive il contrario; inoltre i Cacciatori dimostrano con i fatti l’attuazione della gestione di habitat e fauna sul territorio, con proprio impegno ed a proprie spese, un esempio lampante è dato dal mantenimento delle zone umide”.
Riforma della caccia
Galassi ha poi aggiunto: “Rimandiamo al mittente anche la critica rivolta alle caratteristiche delle cassette, ed invitiamo lo stesso ad appurare le caratteristiche stesse delle cassette installate negli istituti scolastici. Quanto alla riforma della legge 157/92, il dibattito dovrebbe basarsi sulla lettura del testo e su argomentazioni tecniche e scientifiche, non su slogan o campagne ideologiche. È legittimo essere contrari, ma è altrettanto doveroso confrontarsi con il contenuto reale delle norme. La tutela della biodiversità si costruisce con dati, monitoraggi e gestione concreta del territorio, non con etichette o contrapposizioni”.



































