LAC Marche contesta il progetto “Il volto buono della caccia” nelle scuole elementari

Il delegato della Lega, Danilo Baldini, ritiene che l'iniziativa sia vergognosa e che serva soltanto a invertire il trend negativo dell'attività venatoria.

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Lagomorfi

LAC MarcheIl progetto “Il volto buono della caccia” che ha coinvolto gli alunni delle scuole elementari di Altidona e Ortezzano (comuni in provincia di Fermo) e promosso dall’Ambito Territoriale di Caccia “Firmano-Sibillini” ha scatenato una serie di proteste, in particolare quella della Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC). Il Messaggero ha riportato le critiche della sezione marchigiana della onlus, convinta che questa iniziativa non possa essere considerata una esperienza didattica. In realtà, il programma viene organizzato ogni anno nei primi giorni del mese di febbraio e prevede il coinvolgimento degli studenti nella cattura delle lepri.

Uno degli obiettivi de “Il volto buono della caccia” è quello di approfondire la conoscenza della fauna selvatica che popola le zone di ripopolamento e cattura. Questa undicesima edizione è stata definita dalla LAC una esperienza sicuramente singolare di insegnamento, in particolare per quel che riguarda il rispetto della natura. L’intervento del delegato marchigiano della Lega, Danilo Baldini, ha fatto leva su alcuni dubbi e perplessità.

Ad esempio, Baldini si è chiesto se ai bambini è stato spiegato quella che è la reale funzione delle zone di ripopolamento e cattura e la fine che attende le lepri una volta che vengono liberate in aree in cui la caccia è ammessa. Per la LAC Marche, il progetto deve essere considerato un subdolo e ignobile espediente che punta ad avvicinare i più giovani all’esercizio della caccia, una pratica che non ha nulla a che vedere con le esperienze “poetiche” e “istruttive”.

La condanna è quindi senza mezzi termini. Il suggerimento di Baldini consiste nel sostituire questa iniziativa con qualcosa di veramente formativo e rispettoso della natura, vale a dire le visite guidate nelle oasi e nelle aree protette delle Marche, zone in cui vige il divieto di caccia, oltre che le uniche in cui gli animali sono vivi e liberi e ben immersi nel loro habitat naturale. In aggiunta, Baldini è convinto che si voglia invertire la tendenza negativa ormai irreversibile dei praticanti della caccia, in calo esponenziale e con una età media che supera i 70 anni.

Gli alunni che hanno partecipato in questo 2016 sono stati 140: le operazioni di cattura delle lepri all’interno degli istituti di protezione sono cominciate lo scorso 9 gennaio, con la possibilità aperta solamente ai soci iscritti all’ATC Firmano-Sibillini per la stagione 2015-2016 e in regola con la polizza assicurativa. Tra gli istituti in cui si cattura figurano le ZRC Castelletta, San Giovanni-Monte Urano, Varano-Falerone, Madonna di Loreto e Indaco-Ortezzano-Monte Rinaldo.

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