La proposta di Firearms United: porto d’armi per le donne vittime di stalking

"Non possiamo dar torto a chi pensa che in fondo ci sia chi vuole che la violenza sulle donne continui per continuare ad avere visibilità, peso politico, fondi pubblici".

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FirearmsDa anni l’intero Firearms United Network e l’associazione federata UNARMI – Comitato Direttiva 477 per l’Italia si battono per la modifica delle leggi che oggi rendono quasi impossibile, causa discrezionalità totale dei Prefetti, per i privati cittadini ottenere una licenza di porto d’arma per difesa personale. Come sapete, il nostro modello è la legge ceca, dove il porto d’armi per difesa personale non può essere negato al richiedente che dimostri di non trovarsi nelle condizioni ostative di legge, di conoscere le leggi sulla legittima difesa e sulle armi in generale, e di essere pratico all’uso delle armi da fuoco – senza nessun’altra complicazione quali “dimostrazioni di effettiva necessità” o altre “discrezionalità”.

Sempre da anni, noi di Firearms United – Italia, in questo periodo dell’anno lanciamo una proposta, forse provocatoria, forse no: come primo passo verso una riforma di questo tipo, ALMENO il Ministero dell’Interno (che ne ha facoltà!) emani una circolare ai Prefetti che li obblighi a concedere il porto d’armi per difesa personale alle donne che ne facciano richiesta e che abbiano presentato denunce per maltrattamenti o stalking, considerando queste come “effettiva necessità di girare armato”. Non una soluzione completa e non una soluzione per tutti, ma un primo passo: Roma non fu costruita in un giorno. Ma anche il #25novembre 2020 dobbiamo leggere di violenze, di innocenti cadute vittima di bruti perché impossibilitate per legge a tenere e portare con sè gli strumenti più adatti a proteggere la propria incolumità dalle aggressioni di individui privi della più basilare dignità umana.

E mentre anche una segnalazione di liti domestiche fatta da un vicino poco credibile e magari litigioso, per alcune Questure, può essere motivo di emanare provvedimenti di ritiro delle licenze d’armi e di sequestro delle stesse, chi si atteggia a “paladino dei diritti delle donne” in Italia continua a preferire l’idea delle donne strangolate, pugnalate, affogate, sparate, picchiate a morte, strangolate, investite e sfregiate con l’acido all’idea che le donne possano finalmente poter difendere efficacemente loro stesse. Non possiamo dar torto a chi pensa che in fondo ci sia chi vuole che la violenza sulle donne continui per continuare ad avere visibilità, peso politico, fondi pubblici.

Ovviamente vogliamo sperare che non sia così: chi preferisce le donne indifese per far finta di difenderle e conquistarsi così un posto sotto i riflettori e nelle stanze del potere non è affatto migliore – né moralmente, né tantomeno umanamente! – di chi quelle donne le pugnala, le investe, gli spara, le affoga, le strangola, le sfregia con l’acido, le picchia a morte. Capite perché siamo stanchi? Lo siamo perché ci sembra, a volte, di essere gli unici a urlare una verità fattuale che dovrebbe essere palese a tutti. Ciò non significa che smetteremo. Ma una mano, male non farebbe.

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