Regioni a confronto
“La Liguria autorizza il prelievo dei cormorani ovunque, naturalmente secondo percentuali assegnate, e in Emilia-Romagna il Pd continua a trincerarsi dietro il solito ritornello: “deve intervenire lo Stato”. L’autorizzazione in Emilia Romagna è solo su alcune province – Bologna, Modena, Ferrara e Reggio Emilia – e in misura ridotta: è la fotografia di una maggioranza che, pur di non scontentare nessuno, finisce per non decidere su nulla”. Lo dichiara il consigliere regionale della Lega Tommaso Fiazza, tornando sulla questione del controllo dei cormorani, già portata mesi fa in Assemblea legislativa.
Forte pressione
“Il problema è noto: i cormorani esercitano una forte pressione sulla fauna ittica dei nostri fiumi e mettono in difficoltà anche il mondo della pesca sportiva. La Regione lo sa, tanto che nella risposta ad una mia interrogazione ha riconosciuto la necessità di intervenire e ha richiamato gli stessi strumenti di controllo e i pareri degli organismi scientifici”. “Eppure, quando chiediamo di passare dalle parole ai fatti, la risposta diventa che deve pensarci lo Stato. Nel frattempo, però, altre Regioni dimostrano che, nell’ambito delle proprie competenze, una strada per intervenire esiste e che una Giunta regionale può assumersi la responsabilità di decidere”.
Altri impatti
“Il vero problema dell’Emilia-Romagna è politico. Il campo largo del Pd mette insieme forze che hanno sensibilità e posizioni molto diverse: l’unico collante sembrano essere le poltrone, non una visione comune del territorio. E quando arriva una questione divisiva, invece di scegliere una strada, si prende tempo e si scarica la responsabilità su Roma”. “Io continuerò a chiedere alla Regione di fare la propria parte. Non possiamo continuare a ripopolare i nostri fiumi mentre lasciamo che il problema della predazione rimanga senza una risposta adeguata. E proprio per questo credo sia arrivato il momento di valutare, sulla base di dati scientifici, anche l’impatto degli aironi sulla fauna ittica, soprattutto nelle aree in cui la loro presenza viene segnalata come particolarmente significativa. Se emerge un impatto rilevante, la Regione deve valutare quali strumenti di gestione siano necessari e possibili. L’obiettivo non è fare una gara a chi abbatte più animali, ma avere una gestione della fauna seria, basata sui dati e capace di tutelare gli ecosistemi, la fauna ittica e il mondo della pesca. Governare significa anche assumersi la responsabilità delle decisioni, invece di trovare ogni volta un motivo per rimandarle”.
































