Manifestazione del 9 marzo, partecipanti e le voci contrarie

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Valutazione della manifestazione sulla caccia, partecipanti e voci contrarie 

A ricordare e sottolineare che la manifestazione a Roma non aveva di mira la totale lbertà della cacia bensì una sua regolamentazione adeguata che potesse portare benessere anche all’ambiente e alla fauna non sono state necessarie le parole. È bastato infatti guardare alla varietà dei partecipanti. 80.000 persone composte non soltanto da cacciatori ma anche da rappresentanti del mondo rurale e degli allevamenti e anche da molti esponenti dell’ambientalismo.

 

Un’ottima manifestazione composta e assolutamente civile si è svolta a Roma al centro delle intemperie. Neanche il freddo o la pioggia sono riusciti a fermare i manifestanti che hanno condotto un corteo educato durante il quale gli esponenti di alcune tra le associazioni presenti come (Liberacaccia, Fare Ambiente, Ambiente e/è vita, Federfauna, Confavi e Wilderness) nonchè l’onorevole Sergio Berlato, hanno avuto modo di parlare ancora una volta a favore delle modifiche che la normativa sulla caccia necessita.

Altre le presenze importanti come Aisad Confesercenti associazione italiana imprese settore animali domestici, Assoarmieri, Cpa, Confagricoltura, Editoriale Olimpia, Fimov federazione italiana manifestazioni ornitologiche venatorie e Foi federazione ornicoltori italiani.

 

Ma i contrari alla caccia hanno visto in questa manifestazione un vero e prioprio flop. Le notizie riportate sui giornali ambientalisti, come per esempio il quotidiano ecologista Terra, sono però notizie non del tutto corrette. Si parla di soli 8.000 partecipanti alla manifestazione contro i reali 80.000. E gli ambientalisti parlano ancora di referendum ribadendo la loro contrarietà ad una caccia che definiscono solo come selvaggia.

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