Tecnologie innovative
È stato avviato nei giorni scorsi, nell’area di Monteaperti, il progetto “PAM-BIRD”, una nuova iniziativa dedicata al monitoraggio avanzato dell’avifauna attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative e metodologie scientifiche di ultima generazione. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Federcaccia Toscana–Unione Cacciatori Toscani, la FIDC-UCT Provinciale di Siena, Università della Tuscia – Dipartimento DAFNE e ATC Siena Nord 03, con l’obiettivo di sviluppare strumenti sempre più precisi per lo studio, la gestione e la conservazione della fauna selvatica. Da evidenziare che “PAM-BIRD” è stato realizzato anche grazie al contributo di Fondazione UNA ed è stato recentemente premiato in occasione di EOS Show 2026 a Parma, nell’ambito di un contest dedicato alle migliori iniziative innovative legate alla gestione faunistica, alla ricerca e alla conservazione della biodiversità.
Gestione faunistico-ambientale
“Progetti come questo dimostrano quanto sia fondamentale investire nella ricerca scientifica e nel monitoraggio per elevare la qualità della gestione faunistico-ambientale. Solo attraverso dati oggettivi e metodologie rigorose possiamo costruire modelli gestionali credibili, sostenere concretamente i calendari venatori e garantire un futuro sostenibile alla nostra passione, nel pieno rispetto della biodiversità e degli equilibri naturali”, ha commentato il Presidente regionale di Federcaccia Toscana-UCT Marco Salvadori. Al centro dell’attività vi è l’impiego dei registratori acustici “AudioMoth”, dispositivi in grado di registrare in maniera continua e oggettiva i canti degli uccelli. La vera innovazione del progetto consiste nell’utilizzo di “array” sincronizzati di registratori acustici che, attraverso la triangolazione dei suoni, consentono non solo di rilevare la presenza delle specie, ma anche di localizzarle nello spazio e stimare con precisione la densità delle popolazioni presenti sul territorio.
Un passo avanti fondamentale
Grazie a questa metodologia sarà possibile verificare concretamente l’efficacia degli interventi di miglioramento ambientale realizzati negli anni, come colture a perdere, ripristino di siepi e altre opere di riqualificazione degli habitat rurali. “PAM-BIRD” rappresenta un importante passo avanti verso una gestione faunistica sempre più basata su dati scientifici oggettivi e non più soltanto su valutazioni empiriche. L’iniziativa testimonia inoltre come il mondo venatorio possa contribuire attivamente alla ricerca applicata e alla conservazione della biodiversità, attraverso il lavoro di tecnici, ricercatori e volontari appositamente formati.
A cosa serviranno i dati raccolti
Particolare attenzione sarà dedicata a specie di interesse gestionale come quaglia, allodola e tortora selvatica, oggetto di specifici piani di gestione nazionali e internazionali. I dati raccolti consentiranno infatti di ricostruire con precisione la fenologia delle specie — ovvero i periodi di presenza e utilizzo del territorio — fornendo basi scientifiche fondamentali per una gestione sostenibile e responsabile del prelievo venatorio. Il progetto conferma il ruolo sempre più centrale della collaborazione tra associazioni venatorie, mondo accademico ed enti territoriali nella costruzione di modelli innovativi di gestione ambientale, dove conservazione della biodiversità e attività venatoria possano procedere insieme in modo equilibrato e sostenibile (fonte: FIDC Toscana-UCT).




































