Niente caccia in Sardegna a pernice e lepre

Caccia in Sardegna vietata alla lepre e pernice sarda nelle due giornate del 30 settembre e 2 ottobre 2018, precedentemente indicate nel calendario venatorio 2018/2019.

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pernice sarda
Pernice sarda
Un esemplare di pernice sarda

Caccia in Sardegna – A seguito di un ricorso presentato da alcune associazioni ambientaliste il Tar Sardegna ha sospeso le prime giornate di caccia alla lepre e alla pernice. I giudici hanno così accolto l’istanza cautelare del ricorso presentato contro il nuovo calendario venatorio 2018/2019 approvato per la caccia in Sardegna lo scorso 20 luglio. Infatti, l’Assessorato regionale all’Ambiente aveva previsto per queste due specie due giornate: il 30 settembre e 7 ottobre. Di tutt’altro parere invece i giudici amministrativi, che hanno detto sì alla tesi dell’avvocato Carlo Augusto Melis Costa, difensore di Gruppo di Intervento Giuridico (Grig), Lega Ambiente, Wwf, lega per l’abolizione della caccia e Lav nei confronti della Regione, costituita in giudizio con i legali Giovanni Parisi e Roberto Muroni.

Il Tribunale amministrativo Sardegna, Il collegio della prima sezione del TAR Sardegna, presieduto da Dante D’Alessio, a latere Giorgio Manca e Gianluca Rovelli, ha ritenuto valide le ragioni per sospendere il calendario venatorio 2018/2019 nella parte relativa alla lepre e alla pernice sarda.

Secondo i giudici, alla luce degli studi allegati alla causa in esame, la Regione Sardegna può discostarsi dalle conclusioni dell’Ispra (che si pronuncia sulla congruità del calendario rispetto alle esigenze di tutela faunistica) solo se fornisce congrua motivazione, ma la decisione dell’amministrazione regionale non può porsi in contrasto con quanto stabilito dall’organo tecnico. “Pur tenendo conto dei poteri discrezionali della Regione – si legge nell’ordinanza – la verifica della intrinseca coerenza del provvedimento impugnato rispetto ai dati conoscitivi acquisiti nel procedimento porta a ritenere, pur in questa fase cautelare, che suscitano i vizi dedotti dalle associazioni ricorrenti“.

Visto che la palla passa ora al Consiglio di Stato, staremo a vedere se vi saranno eventuali sviluppi.

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