Nuove collaborazioni tra Italia e Romania per la caccia e la valorizzazione ambientale

Gli accordi sono stati annunciati dalla Federazione Italiana della Caccia, soprattutto per quel che riguarda la beccaccia.

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Beccacce

Italia e RomaniaCome reso noto dalla Federcaccia, nel lungo e cordiale colloquio con l’Ambasciatore di Romania, che è anche appassionato cacciatore, sono stati toccati diversi temi, fra i quali quello della nuova Pac e delle relative potenzialità di sviluppo ma anche rischi di perdita di qualità e varietà ambientali in un paese come la Romania che anche grazie al mantenimento di pratiche agricole sostenibili e meno impattanti, ad esempio, di quelle applicate in molti alti stati europei, Italia compresa, riesce ad offrire un alto livello di biodiversità.

Nell’ambito di un approfondimento delle conoscenze sugli habitat rumeni e sui diversi selvatici, Federcaccia ha illustrato all’Ambasciatore lo sviluppo di possibili progetti di studio di specie migratorie di grande interesse, come ad esempio la beccaccia, o di valorizzazione dal punto di vista cinofilo di zone particolarmente vocate per caratteristiche dei terreni e qualità delle specie ospitate, prospettando anche un maggior coinvolgimento della Romania nei Campionati del mondo di cinofilia. L’incontro nasce da un gemellaggio sottoscritto alcuni mesi fa fra la Federcaccia regionale Puglia e l’Associazione venatoria Comja Seini, Maramures, Romania – rappresentata all’incontro dal signor Nicolas Pop e dall’ingegnere forestale Romolus Simon – al fine di portare avanti i temi di una reciproca collaborazione nell’ambito della tutela ambientale, degli studi scientifici, della formazione del cacciatore secondo i principi dell’etica e della sostenibilità.

Le proposte hanno suscitato l’interesse dell’Ambasciatore, che ha auspicato l’incontro rappresenti l’inizio di un dialogo costruttivo che contribuisca alla reciproca conoscenza. “La conoscenza – ha sottolineato Bologan, europeista convinto – ci aiuta a superare gli stereotipi e i pregiudizi. Di fronte alle divisioni e alla frammentazione generalizzate, l’unica alternativa viabile è quella di imparare a vivere insieme, scoprire i modi positivi offerti dalla collaborazione politica, economica, culturale e sociale”.

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