La Lega sostiene i cacciatori trentini che non sono riusciti a rinnovare il porto d’armi

Diversi parlamentari hanno diffuso una nota congiunta per cercare di risolvere la situazione di centinaia di cacciatori in difficoltà.

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Licenza

Porto d'armiMaurizio Fugatti, Diego Binelli, Vanessa Cattoi, Stefania Segnana e Giulia Zanotelli sono gli esponenti della Lega che hanno firmato una nota congiunta a sostegno dei cacciatori trentini in difficoltà a causa del mancato rinnovo del porto d’armi. Come si legge in questo testo, la licenza può non essere data a chi è stato condannato per reati non colposi ma commessi con violenza, vale a dire furti, rapine, estorsioni, sequestri di persona e quant’altro.

Lo stesso discorso vale per chi non è in grado di provare la propria buona condotta o l’affidamento per quel che riguarda l’abuso delle armi. Secondo gli onorevoli del Carroccio in Trentino si impedisce il rinnovo del porto d’armi a quei cacciatori che hanno subito condanne risalenti a 30 o 40 anni fa. La Questura di Trento non sta convincendo con questo suo atteggiamento, visto che in passato le stesse licenze di caccia erano state rinnovate senza problemi.

Tra l’altro, nel 2015 il Consiglio di Stato ha riammesso all’uso delle armi i riabilitati, purtroppo alcuni casi non sono stati valutati in modo approfondito. I parlamentari si rivolgeranno al Ministero dell’Interno per trovare al più presto una soluzione, dato che i cacciatori in difficoltà sono diverse centinaia. L’obiettivo è quello di farli tornare a caccia, in alternativa non è esclusa una riforma della legge per renderla più attuale.

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