Orso marsicano: ancora un “protocollo”!

L’Orso marsicano ha notoriamente fame. E’ alla disperata ricerca di cibo in tutti i luoghi abitati dall’uomo, ha quindi praticamente lasciato tutte le sue montagne e foreste che furono protette con un Parco Nazionale per salvaguardarlo per scendere nei paesi e fuori dall’area protetta...

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Un orso marsicano all'interno dei Parchi Nazionali di Abruzzo e Majella
Un orso marsicano all’interno dei Parchi Nazionali di Abruzzo e Majella

Orso Marsicano – Ce lo ha insegnato la politica: quando non sai cosa fare, cambia nome al problema, indici una conferenza, pubblica un libro o crea una struttura nuova la quale dovrà a sua volta, cambiare nome a qualche problema e magari crea una sottostruttura, indici qualche conferenza, dà alle stampe un rapporto, sottoscrivi un protocollo d’intesa! L’Orso marsicano ha notoriamente fame. E’ alla disperata ricerca di cibo in tutti i luoghi abitati dall’uomo (perché da generazioni ha imparato che dove c’è l’uomo c’è cibo), ha quindi praticamente lasciato tutte le sue montagne e foreste che furono protette con un Parco Nazionale per salvaguardarlo per scendere nei paesi e fuori dall’area protetta; hanno istituito altri Parchi Nazionali un poco in tutto l’Abruzzo, ed ora si accingono ad ampliarli ed a collegarli l’un l’altro con “corridoi” vari, fino a fare della Regione Abruzzo non una Regione dei Parchi come dice uno slogan turistico attuale, ma un Abruzzo Parco Nazionale!

E la cosa grave è che si crede con ciò di salvare l’orso dall’estinzione, estinzione che avanza passo a passo sempre più veloce. E’ stato proposto di riportare l’agricoltura e la pastorizia ovina là dove le pratiche sono scemate. Non si può fare, hanno risposto, perché l’ambiente naturale è ricco di cibo naturale (scoperta dell’acqua calda costata milioni di euro in ricerche!). Anzi, hanno controproposto di relegare dietro cortine elettrificate ogni potenziale luogo di risorse trofiche di origine antropica,… pur di non pagare i danni! Perché i soldi servono per le sempre più inutili ricerche. E’ stato proposto di creare grandi aree di quiete riservate all’animale, ed hanno invece aperto nuovi rifugi turistici (veri e propri alberghi/ristoranti!) a ridosso delle loro tane! E’ stato proposto di ridurre il numero dei cinghiali e dei cervi, anche per offrire all’orso proteine carnee che non trovano più con l’abbandono della pastorizia. Hanno risposto che gli orsi devono aspettare che siano i lupi a provvedervi con la loro predazione naturale (e invece i lupi, che fessi non sono, continuano a predare armenti domestici ben più facili da catturare!). E’ stato proposto di creare una banca del seme per salvare l’Orso marsicano prima che sia troppo tardi. E invece stanno già parlando di immissioni dalla Croazia o Albania di animali per rinsanguare la popolazione.

E, in ultimo, che hanno fatto? Hanno creato un altro “PATOM” per continuare a “monitorare” gli orsi (leggasi contare i vivi dai quali depennare i morti!). Sicuramente vi saranno stanziamenti anche per questo, mentre i soldi mancano sempre per dare soddisfazione alla fame degli orsi! Semplicemente si incentiverà la caccia ai supposti “bracconieri”, che poi altro non sono che i proprietari di animali da cortile (a questo si è ridotto l’orso marsicano, un tempo simbolo di natura selvaggia!) che cercano di difendere i loro interessi, e per evitare di essere loro a continuare a pagare quei rimborsi che raramente ricevono dalle autorità, e quasi mai completi! A questo servirà l’ultimo Protocollo stilato nei giorni scorsi tra l’ex Corpo Forestale (oggi Carabinieri-Forestali) ed i Parchi Nazionali di Abruzzo e Majella; come se in passato questa collaborazione non ci fosse mai stata: ecco, appunto, hanno cambiato nome alle cose e dicono di aver creato una nuova struttura in difesa dell’Orso marsicano! Così va l’Italia dei Parchi in mano alla politica, ed a tecnici la cui competenza è quanto meno discutibile!

Murialdo, 20 Gennaio 2018

Franco Zunino

Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness

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