Porto d’armi, ecco quando ricorrere al Presidente della Repubblica per la restituzione

Del caso si è occupato il Consiglio di Stato che ha affrontato la vicenda di un uomo a cui era stata vietata la detenzione di armi e munizioni.

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Porto d'armi

Porto d'armiIl Consiglio di Stato si è espresso pochi giorni fa sul porto d’armi e su una opzione su cui si fa poca luce solitamente. Si sta parlando del ricorso per la restituzione della licenza che può essere presentato direttamente al Presidente della Repubblica. Come è facile intuire, questa soluzione è straordinaria e riguarda una decisione definitiva da parte dei giudici. In base a quanto si legge nella pronuncia, il caso è stato quello di un uomo che ha chiesto “aiuto” al Quirinale contro il decreto del Prefetto di Firenze che aveva vietato per lui la detenzione di armi e munizioni.

A questa persona, inoltre, è stata riconosciuta la non assoluta affidabilità in questa materia. Prima del Presidente della Repubblica, il ricorso va presentato agli organi incaricati in due modi, facendo riferimento al Ministero dell’Interno oppure come procedimento giurisdizionale.

Secondo il DPR 1199 del 1971, il Presidente della Repubblica può essere coinvolto in via straordinaria motivando il ricorso con la legittimità. Lo stesso ricorso al Quirinale, al contrario, non è ammesso se l’atto viene impugnato con il ricorso di tipo giurisdizionale.

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