Porto di fucile revocato per una telefonata, il TAR decide di riassegnarlo

Il ritiro era avvenuto dopo la segnalazione della Procura della Repubblica per una presunta minaccia telefonica.

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Porto di fucile

Porto di fucileLa Sezione Prima Ter del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio si è espresso sul ricorso presentato da un uomo contro la Questura e la Prefettura di Roma per annullare il divieto di detenzione di armi, munizioni e armi esplodente. Questa persona, inoltre, è stata sottoposta al ritiro di tutte le armi. Che cosa è successo di preciso? Il ricorrente è un possessore legale di armi dal 2008, ma la Procura della Repubblica lo ha segnalato nel 2009 con l’accusa di minaccia a mezzo telefono dopo la contestazione da parte della Polizia.

Il ritiro di armi e munizioni è stato la conseguenza immediata di questa segnalazione: in particolare, sono state portate via due pistole e un fucile, oltre alla licenza di porto di fucile a uso sportivo. La difesa dell’uomo è stata basata sul fatto che la segnalazione fosse presunta, tanto da non esserne nemmeno venuto a conoscenza. La minaccia telefonica avrebbe riguardato l’ex fidanzata di un amico dell’uomo e proprio questo comportamento ha fatto dedurre alla Questura la sua inaffidibilità in merito al possesso delle armi.

L’uomo ha ammesso di avere effettuato la telefonata, ma di non aver usato alcuna frase forte, sottolineando come in ogni caso fosse stato un caso isolato. L’archiviazione del procedimento penale ha convinto i giudici del TAR ad accogliere il ricorso e a restituire di conseguenza la licenza alla persona coinvolta.

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