Quando la Caccia diventa motivo di vergogna. L’Amministrazione comunale di Rimini fa marcia indietro e ritira il patrocinio alla gara cinofila “1° Trofeo Sant’Uberto” organizzata da Federcaccia. Il Comune: “Mai più patrocini ai cacciatori”.
Proseguono a gran voce le polemiche degli ultimi giorni sollevate intorno al “Primo Trofeo Sant’Uberto Città di Rimini” organizzato da Federcaccia nelle giornate del 13 e 14 giugno 2015, prova cinofila su selvaggina stanziale. In un primo momento il Comune aveva concesso il patrocinio alla manifestazione ma la decisione aveva scatenato le ire degli animalisti. Già lo scorso venerdì l’Amministrazione comunale riminese aveva preso le distanze dalla manifestazione ma nei giorni scorsi il Comune ha deciso di fare una netta marcia indietro manifestando, con le parole dell’assessore Sadegholvaad, tutta la propria vergogna nell’associare il Comune di Rimini alla Caccia e ai Cacciatori, “Pensavamo fosse una gara in cui si addestrano i cani e invece sparano agli animali. Concedere il patrocinio è stato un errore e anche se la caccia è legale, l’Amministrazione Comunale non legherà più il proprio nome alle “doppiette”.
L’Assessore poi spiega meglio, “Posto che la manifestazione è legittima perché in Italia l’attività venatoria è legale, il patrocinio è stato un errore in quanto era stato inteso che si trattasse di una semplice gara di addestramento cani (senza sparo). In futuro non verranno più concessi patrocini a eventi del genere (come invece fanno regolarmente tanti altri Comuni in Italia). Ma deve essere chiaro che anche senza patrocinio queste gare si possono svolgere legittimamente”.
Molto amareggiato il presidente della Federcaccia di Rimini, Walter Ricchi, che con una propria lettera al Corriere ha voluto manifestare tutto lo sdegno dei cacciatori per essere ogni volta equiparati a criminali ed assassini. ( 10 giugno 2015 )
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