Riserva delle Torbiere, interrogazione parlamentare contro la nomina di un presidente con la licenza di caccia

Ne ha parlato il presidente di FIDC Lombardia: l'interrogazione è stata presentata da una deputata che è stata alla guida di Legambiente.

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Torbiere

TorbiereL’ex Presidente nazionale di Legambiente, la deputata Rossella Muroni, ha presentato un’interrogazione parlamentare contro la nomina del Presidente della Riserva delle Torbiere del Sebino. Ex agente della Polizia Provinciale di Brescia, Giambattista Bosio essendo titolare di licenza di caccia a dire della democratica onorevole non potrebbe ricoprire tale ruolo. Nonostante il convincimento dell’onorevole, essere titolari di licenza di caccia non comporta ancora la perdita dei diritti civili.

Ed è singolare che un deputato il cui partito si chiama “Liberi e Uguali” si opponga a che un Cittadino possa ricoprire una carica pubblica perché titolare di licenza di caccia: la sua – faziosa – interrogazione pare rievocare pagine buie della nostra storia e di certo alimenta una forma di odio non dissimile da altre forme di discriminazione. A quando una proposta per togliere il diritto di voto ai titolari di licenza di caccia? A quando il bando dei cacciatori dagli uffici pubblici? A quando la revoca dei titoli sportivi ai campioni italiani di ieri e di oggi appassionati di caccia?

La deputata dovrebbe leggere la Costituzione, vergognarsi e dimettersi. Foss’anche solo per buongusto. Intanto il Presidente Bosio ha già dimostrato di saperne più degli ambientalisti da salotto, ripulendo le lamette delle Torbiere dai rifiuti nel mese di gennaio e non in aprile, quando gli anatidi e gli uccelli di palude sono in piena nidificazione e riproduzione come voleva fare la stessa Legambiente. E nell’occasione “con la ramazza” c’erano i cacciatori, incuranti degli ambientalisti che sostenevano che i cacciatori non avrebbero diritto neppure di ripulire una riserva naturale dall’immondizia (il Presidente Regionale FIDC Lombardia Avv. Lorenzo Bertacchi).

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1 COMMENTO

  1. È un peccato che certi personaggi approdino in Parlamento. L’ambientalismo italiano é da sempre, malato di ideologia e affamato di potere..e fame di potere e ideologia sono il terreno di coltura dei regimi totalitari.

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