A Bagno a Ripoli (FI) una bella cena di selvaggina organizzata dalle cacciatrici

Le Federcacciatrici in collaborazione con la Confederazione Cacciatori Toscani hanno messo assieme alla buona cucina anche la solidarietà.

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Cena di selvaggina

Cena di selvagginaDomenica scorsa, al Circolo “Lo Stivale” di Bagno a Ripoli (FI) si è svolta una bella, quanto particolare, iniziativa promossa dalle Federcacciatrici di Firenze. Donne e ragazze impegnate a dare una dimensione nuova e moderna al loro modo di vivere la passione per la caccia, promuovendo ed organizzando tanti progetti ed iniziative improntate a dare visibilità al nostro mondo, parlando a chi oggi non conosce o diffida della caccia e dei cacciatori. Donne orgogliose di dimostrare all’esterno un modo di essere e di vivere una passione dalle radici profonde che è anche tesoro di conoscenza e competenza.

A Bagno a Ripoli le Federcacciatrici in collaborazione con la Confederazione Cacciatori Toscani hanno messo assieme alla buona cucina anche la solidarietà. Una solidarietà dal volto concreto che le vede oggi partecipi del progetto “A Caccia di Acqua” solidarietà per Kaoural. Una iniziativa promossa dal Comune di Scandicci in collaborazione con Water Right Fondation che si prefigge di realizzare infrastrutture ed aiuti organizzativi e tecnici per portare l’agricoltura e la produzione di alimenti nei territori dell’Africa. La caccia è parte di questo modo concreto di esprimere la solidarietà e oggi contribuisce a sostenere una diversa visione del mondo e delle grandi ingiustizie.

L’assessore all’istruzione di Scandicci Nadiaye Diye non ha mancato di riaffermare questi importanti aspetti che hanno dato all’evento una importanza di più ampio respiro. Dopo l’intervento del Dott. Simone Tofani, Presidente Provinciale della Federcaccia Firenze e quello della Dott.ssa Veronica Racanelli e della Dott.ssa Elisa Mazzei, il Dott. Massimo Fabbri ha introdotto il tema del trattamento e della valorizzazione delle carni di selvaggina. Molto apprezzata infine, la comunicazione tenuta da Paolo Gori, chef della prestigiosa trattoria da BURDE di Firenze. Gori ha illustrato con estrema efficacia, quelli che oggi sembrano essere i luoghi comuni più presenti tra i potenziali consumatori di selvaggina.

Difficoltà nella preparazione, elaborazione dei piatti e delle ricette, scarsa adattabilità di queste carni, con i ritmi e i tempi ristretti che la società di oggi impone anche in cucina. Lo chef ha saputo “smontare” ognuna di queste presunte limitazioni, spiegando come oggi sia possibile un utilizzo, che tramite la conoscenza e pochi accorgimenti, può consentire a chiunque di preparare anche in pochi minuti piatti insuperabili ed adattati ad ogni esigenza. Potremmo dire che anche a Bagno a Ripoli si è respirata l’aria di Londra? Che la porchetta di capriolo sarà l’arma su cui impostare la riscossa culturale dei cacciatori? Forse! L’importante è andare avanti e lavorare per dare organicità ad un progetto che sicuramente può aiutare tutto il mondo venatorio.

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