La Regione Umbria preadotta il Piano Faunistico Venatorio per il periodo 2019-2023

Ne ha parlato l'assessore Fernanda Cecchini che ha convocato la consulta: si è parlato anche del nuovo calendario venatorio.

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Piano faunistico venatorio

Piano faunistico venatorioFernanda Cecchini, assessore all’Agricoltura della Regione Umbria, ha convocato nelle ultime ore la Consulta Faunistico Venatoria. Si è parlato del Piano Faunistico da adottare e sono cominciate le discussioni sul calendario venatorio relativo alla stagione 2019-2020. Ecco cosa ha detto in merito la stessa Cecchini: “Il Piano faunistico venatorio 2019-2023 nel giro di pochi mesi ci porterà ad avere un nuovo e aggiornato punto di riferimento per coordinare e armonizzare tutti gli interventi di gestione e pianificazione che riguardano la fauna selvatica presente sul territorio regionale.

Il processo di approvazione che si avvia a conclusione – ha aggiunto – è cominciato nel 2015, innestandosi in un percorso di riordino delle funzioni tornate in capo alla Regione dopo la riforma delle Province. Ha comportato perciò la necessità di una rivalutazione, con un lavoro complesso che ha tenuto conto dei due Piani faunistici provinciali, portandoli a sintesi e fusione in un unico Piano, con gli obiettivi prioritari della tutela e della gestione della fauna sia di interesse naturalistico che venatorio”. I contenuti del piano precedente sono stati confermati, in particolare quelli più validi ed efficaci, senza dimenticare l’aggiornamento di alcune modifiche legislative.

Si procederà a coinvolgere maggiormente gli Ambiti Territoriali di Caccia, valorizzando la promozione della corretta pratica venatoria. Un altro dettaglio merita di essere approfondito: “Nel Piano sono stati aggiunti anche alcuni capitoli integrativi. Riguardano la formazione e aggiornamento, poiché avvertiamo con forza la necessità di diffondere una più approfondita conoscenza dei fondamenti tecnico-scientifici che stanno alla base di una moderna gestione faunistico-venatoria, poiché cacciatori formati e motivati possono essere determinanti per il conseguimento degli obiettivi della legge, la filiera della selvaggina, linee guida per il controllo della fauna selvatica critica e inoltre indirizzi per l’elaborazione dei calendari venatori”.

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