ACR: “Animal-ambientalisti chiedono chiusura caccia a causa dell’influenza aviaria”

Prospettare la caccia agli uccelli migratori come un pericolo di diffusione dell’influenza aviaria è un palese tentativo di mistificare la realtà.

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ACRRiteniamo del tutto pretestuosa e strumentale la richiesta al Governo da parte di alcuni animal-ambientalisti di vietare la caccia agli uccelli migratori per la stagione venatoria 2021/2022 per prevenire la diffusione del virus dell’influenza aviaria. Non sappiamo se la richiesta sia stata fatta per ignoranza (mancata conoscenza) o per malafede, resta il fatto che questa richiesta fatta da parte degli animal-ambientalisti al Governo appare assolutamente pretestuosa e priva di ogni motivazione di natura tecnico-scientifica. Sfruttando la paura di una parte dell’opinione pubblica ingenerata dalla diffusione del virus COVID-19, alcuni animal-ambientalisti hanno fatto la richiesta al Governo di vietare la caccia alle specie migratrici per prevenire la diffusione del virus dell’influenza aviaria, creando ad arte un falso parallelismo tra virus dell’influenza aviaria e virus del COVID-19.

In realtà è stato scientificamente dimostrato che il virus dell’influenza aviaria non si trasmette da uomo a uomo e che quindi non rappresenta un pericolo per la collettività. Prospettare la caccia agli uccelli migratori come un pericolo di diffusione dell’influenza aviaria è un palese tentativo di mistificare la realtà, dal momento che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che la caccia sia uno strumento per monitorare lo stato di salute delle specie selvatiche e che quindi l’attività venatoria faccia parte della soluzione e non del problema. Appare evidente come questo ennesimo attacco all’attività venatoria faccia parte di una strategia ben congegnata da parte di coloro che sono disposti ad utilizzare ogni mezzo, anche la menzogna, pur di tentare di annientare l’attività venatoria e tutte le attività portatrici della Cultura rurale.

Ci auguriamo che tutti i portatori della Cultura rurale (agricoltori, allevatori, cacciatori, pescatori, cercatori di funghi, di tartufi e di erbe spontanee, ecc…) capiscano la necessità di unire le loro forze per sconfiggere l’integralismo delle aggregazioni animal-ambientaliste che partono dall’approccio culturale di voler distruggere tutto ciò che da loro non è condiviso. Ecco perché abbiamo dato vita all’Associazione per la Cultura Rurale: per respingere gli attacchi che sempre più frequentemente vengono sferrati, a turno, contro tutte le realtà portatrici della Cultura rurale (on. Sergio Berlato – Presidente dell’Associazione per la Cultura Rurale).

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