Arci Caccia impegnata nel controllo della “processionaria” a Passignano sul Trasimeno (PG)

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Processionaria del Pino - Thaumetopoea pityocampaI cacciatori di Arci Caccia impegnati nel controllo della “processionaria” a Passignano sul Trasimeno (PG) durante un intervento effettuato sotto la coordinazione della Polizia Municipale.

Apprezzato l’intervento dell’Arci Caccia di Passignano. Nei giorni scorsi i soci del circolo Arci Caccia di Passignano sul Trasimeno (PG), a seguito di un accordo firmato con il comune della città lacustre, sono interventi, coordinati dalla polizia municipale (che ha garantito lo svolgimento dell’azione in assoluta sicurezza) con un intervento di lotta balistica alla processionaria che aveva infestato gran parte dei pini presenti nei parchi pubblici e lungo le strade di Passignano, soprattutto nella zona del lungolago e della Frazione di Castel Rigone. La “processionaria” (Thaumatopoea pityocampa) è un lepidottero appartenente alla famiglia dei Notodontidi. Attacca diverse specie di pino, con predilezione per il Pino nero e il Pino silvestre. Più raramente infesta larici e cedri. La sua presenza mette a rischio la vita delle conifere ed è considerato uno dei fattori limitanti per lo sviluppo delle piante del Mediterraneo. La processionaria può costituire un pericolo per l’uomo e gli altri animali. I peli urticanti dell’insetto allo stato larvale sono velenosi, e in alcuni casi possono provocare una grave reazione allergica.

I cittadini, che hanno assistito alle operazioni incuriositi dagli spari, hanno apprezzato l’intervento dei cacciatori che ha portato all’eliminazione dei nidi presenti sulle piante dei giardini. E’ questo un buon esempio di collaborazione tra enti locali e cacciatori che promuove la figura del cacciatore nello svolgimento della fondamentale attività di gestione e di salvaguardia dell’ambiente e della fauna. Lo stesso intervento, negli anni passati, era stato garantito dalle Comunità Montane.

I cacciatori sempre di più, e più di quanto si pensi o venga comunicato, sono impegnati in attività socialmente utili quali la difesa delle colture agricole per prevenire i danni da fauna selvatica od anche il contenimento di specie come i piccioni che invadono città e paesi causando danni a monumenti e costi elevati nella ripulitura degli stessi. La moderna figura del cacciatore è sempre più necessaria nel riequilibrio faunistico e nella conservazione della biodiversità e garantisce quel presidio del territorio frutto di conoscenze ed esperienze derivanti dallo svolgimento della pratica venatoria.

Foligno, 13 aprile 2015

Comitato Regionale Arci Caccia dell’Umbria

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