Armi: ANPAM, a rischio il made in Italy

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Associazione Nazionale Produttori Armi e MunizioniArmi, l’ANPAM lancia l’allarme: senza il Banco Nazionale di Prova si penalizza soprattutto il Made in Italy.

L’ANPAM si sta adoperando affinché il Parlamento tuteli il settore armiero regolandolo con norme certe e chiare, a cominciare dall’attribuzione dei compiti per il riconoscimento di arma comune da sparo al Banco Nazionale di Prova.

In queste ore alla Camera dei Deputati si sta decidendo anche del futuro di molte aziende italiane impegnate nel settore armiero sportivo e civile; l’ANPAM come associazione di categoria, ma anche a tutela dell’intera filiera, intende tentare tutte le strade perché il Parlamento tuteli il settore regolandolo con norme certe e chiare, a cominciare dall’attribuzione dei compiti di riconoscimento di arma comune da sparo al Banco Nazionale di Prova.

Il Senato della Repubblica ha soppresso tutte le norme che riguardavano il settore delle armi per il mercato civile nel decreto-legge 20 giugno 2012 n. 79, impedendo così che venissero attuate alcune disposizioni problematiche per il settore.

Tuttavia l’Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni Sportive e Civili (ANPAM – Confindustria) esprime viva preoccupazione per la mancata attribuzione al Banco Nazionale di Prova di Gardone Val Trompia della sua naturale funzione di riconoscimento delle armi comuni da sparo, poiché ciò mantiene la situazione di incertezza amministrativa che blocca il settore e causa danni e perdite agli operatori interessati.

L’Anpam ricorda che secondo il recente studio dell’Università di Urbino il settore armiero sportivo e civile italiano impiega direttamente circa 2200 aziende con un dato complessivo di addetti che sfiora i centomila lavoratori e un valore di quasi 8 miliardi di euro annui.

L’ANPAM si augura che la Camera dei Deputati in sede di conversione in Legge del suddetto decreto colmi il vuoto normativo nel senso indicato, approvando un testo semplice che attribuisca al Banco le competenze necessarie a garantire il rispetto della legge e della normativa comunitaria, fornendo ad imprese, cittadini e amministrazione un quadro normativo certo e stabile.

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