Associazioni venatorie calabresi: “Il problema dei cinghiali non si risolve coi comunicati”

Il coordinamento formato da Federcaccia, Libera Caccia, Enalcaccia, Arci Caccia, Italcaccia, ANUUMigratoristi e EPS ha diffuso una nota congiunta.

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Federcaccia Brescia

Problema dei cinghialiIn occasione della manifestazione di protesta degli agricoltori calabresi prevista per oggi, i giornali e altri organi di stampa sono stati subissati da comunicati e dichiarazioni provenienti un po’ da tutto l’arco dei portatori di interesse. L’unico a tacere, fino ad ora, è stato il mondo venatorio. Ecco perchè il Coordinamento delle Associazioni Venatorie Calabresi (Federcaccia, Libera Caccia, Enalcaccia, Arci Caccia, Italcaccia, ANUUMigratoristi e EPS) ha deciso di puntualizzare la questione. I cacciatori, indicati come causa del problema cinghiale sono in realtà l’unica categoria che, come premesso, si può dire costantemente a fianco degli agricoltori a difesa del loro lavoro e delle stesse Istituzioni per tutelare la pubblica incolumità che il proliferare della specie mette sempre più a repentaglio.

La situazione della regione non è affatto unica, ma la gestione del problema cinghiale investe gran parte del territorio italiano e richiede il coinvolgimento e il confronto tra tutti gli attori coinvolti che ancora non è stato posto in atto o, almeno, non in maniera esaustiva, anche se dalle esperienze (positive e più spesso negative) di altre regioni si può trarre insegnamento. Il principale problema della Calabria è la mancanza di una effettiva governance del territorio che deve essere sviluppata con il contributo di tutti gli attori interessati – e messa in condizione di funzionare – in modo laico e basato su presupposti oggettivi, scevri da visioni di parte o peggio astratte ed ideologiche.

I cacciatori e le Associazioni che li rappresentano sono pronte a fare la loro parte, ma non possono sostituirsi alle competenze altrui, in primis delle Istituzioni, locali e nazionali, che alla realtà dei fatti fino ad ora non sono state in grado, per i motivi più disparati, di dare vita a un sistema organico, ben coordinato di gestione, se non affrontando il problema con soluzioni spot e parziali. In gran parte del Paese il vero problema in prospettiva (soprattutto per gli agricoltori) sarà il forte calo numerico dei cacciatori, chi si occuperà un domani del controllo delle specie problematiche, comprese quelle che oggi non lo sono ancora e che diverranno tali nel prossimo futuro? I cacciatori, ben formati e adeguatamente indirizzati, sono una risorsa sociale preziosa, da valorizzare, non da colpevolizzare per soli fini strumentali di corto respiro o per scarsa lungimiranza.

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