Associazioni venatorie: “Pretendere una legge sulla fauna non è caccia selvaggia”

Diverse sigle sono tornate sul ritiro dell'emendamento che avrebbe permesso di contenere le specie più minacciose.

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Caccia selvaggia

Caccia selvaggiaLibera Caccia, ANUUMigratoristi, Arci Caccia, Enalcaccia, Ente Produttori Selvaggina, Federcaccia e Italcaccia hanno detto la loro sulla legge relativa alla gestione della fauna. Il ritiro degli emendamenti da parte del Partito Democratico su pressione dei Verdi, futuri alleati alle elezioni del 2018, sta facendo ancora rumore. La decisione è stata presa all’improvviso, nonostante le esigenze di pubblica sicurezza e del mondo agricolo in difficoltà. Lo squilibrio faunistico è evidente, dunque serviva un aggiornamento della legge, purtroppo così non è stato.

Secondo le associazioni venatorie, definire la modifica della normativa un’autorizzazione agli abbattimenti senza limiti o addirittura “caccia selvaggia” significa fare confusione e ragione con preconcetti di dubbia onestà intellettuale. La crescita degli ungulati sta mettendo a rischio la sicurezza di tutti, come testimoniato tristemente dalla morte di un bambino di appena 4 anni in provincia di Arezzo a causa di un capriolo. Sono due anni che il Corpo Forestale dello Stato ha lanciato l’allarme, ma secondo le associazioni i Verdi vogliono che le cose rimangano uguali, ignorando la necessità dell’intervento di cacciatori formati in queste situazioni.

L’emendamento ritirato era di buon senso e non certo finalizzato ad agevolare la caccia selvaggia e priva di regole. Sarebbe stata in realtà la risposta a uno scenario che è sotto gli occhi di tutti. Tra l’altro, nelle restanti nazioni europee il contenimento della fauna è uno strumento normale per prevenire danni e incidenti, solo in Italia si registrano queste contrapposizioni ideologiche.

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