Benelli 121: il fucile semiautomatico che ha fatto la storia

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Fucili da Caccia: La Benelli è sinonimo di innovazione, anticipando l’applicazione di nuove tecnologie. Il modello 121 è un semiautomatico nato nel 1969, il quale ha subito una serie di modiche per adattarlo alle più diverse esigenze in ambito venatorio, sportivo e militare.

Esistono fucili di ogni qualità, ma pochi riescono ad uscire fuori dagli schemi. E’il caso del Benelli modello 121.

Nel 1911 la famiglia Benelli fonda a Pesaro l’industria Fratelli Benelli S.p.a., inserendosi nel mercato della produzione di motociclette, ciclomotori e motocarri. A partire dagli anni ’20, la Benelli decide di entrare nel mercato delle armi, realizzando nel 1920 una doppietta a cani esterni; nel 1941 è la volta della creazione di un semiautomatico calibro 12 con castello in speciale lega leggera e con meccanica coperta da quattro brevetti.

Da questo memento in poi la Benelli diventa una delle principali aziende italiane per la produzione di armi a scopo venatorio.

I fratelli Benelli ebbero il merito di sviluppare il progetto di sfruttamento dell’energia del rinculo: una massa (otturatore) che per inerzia conserva la sua posizione quando il fucile rincula per effetto dello sparo. Questo sistema consente di mantenere l’otturatore in chiusura e ne permette l’apertura solo quando le pressioni in canna hanno raggiunto valori di sicurezza.

Nell’otturatore è inserita una massiccia molla, vero cuore del sistema inerziale, in grado di consentire l’intero ciclo di funzionamento: l’energia del rinculo dapprima viene immagazzinata dalla molla e poi riutilizzata per compiere i vari cinematismi, come l’estrazione ed espulsione dei bossoli spenti, armamento del cane, introduzione di una nuova cartuccia e chiusura dell’otturatore.

Questo nuovo sistema coniugava i vantaggi di possedere un fucile con la canna fissa ad una rapidità di fuoco superiore alle armi presenti sul mercato dell’epoca. I fucili della Benelli erano così in gradi di sparare 6 colpi in meno di un secondo. La canna fissa rispetto alla variante basculante, divenne un certo vantaggio per l’acquisizione del bersaglio.

Uno dei prodotti di Casa Benelli che più di tutti ha fatto storia, è sicuramente il modello 121.

Nata nel 1969, questo semiautomatico, denominato 121, aveva un castello con finitura a buccia d’arancia, disponibile in calibro 12 nelle versioni Normale a 5 colpi e Normale a 4 colpi, oltre al Superleggero, con le identiche varianti di capacità del serbatoio.

Il modello 121 equipaggiava le storiche canne St. Etienne, ottenute attraverso un processo di martellatura a caldo su un mandrino interno. Disponibili con o senza bindella ventilata, queste canne possedevano la camera di scoppio di 70 mm, il 121 aveva un peso di  circa 3.500 g. per la versione a 5 colpi e di 2.900 g. per la versione a 4 colpi con carcassa in allumino e senza bindella.

In seguito vengono messi in commercio i modelli SL 121 con carcassa in alluminio satinato, SL 122 con carcassa in alluminio anodizzata bianca o bronzo, SL 123 con carcassa in alluminio fotoincisa e la versione Extra Lusso, con carcassa in alluminio o acciaio finemente incisa, tutti derivanti dal 121.
Per molti addetti ai lavori, il modello 121 viene considerato il migliore dei semiautomatici mai costruiti, al punto che viene modificata la versione originaria per creare, nel 1979, il primo semiauto destinato ad usi militari: il modello 121 ML.

Nel 1978 la Benelli lancia una nuova serie di semiauto, la serie SL 80. Di quest’ultima fanno parte la serie 121, 123, lo Special 80 e l’Extra Lusso, ognuno dei quali prodotto in tre versioni: caccia, tiro e slug. Le versioni da caccia avevano canna da 70 cm. con strozzature da 1, 2, e 3 stelle e canna da 65 cm con strozzature di 2, 3, e 4 stelle, per un peso complessivo di circa 3.100 g. con castello in ergal.

La versione trap montava canna da 70 cm stozzatura 2 stelle bindella ventilata da 10 mm, impugnatura a pistola, calcio tipo Montecarlo con calciolo a doppia ventilazione ed astina a coda di castoro, per un peso di circa 3.450 g.

La versione slug, infine, montava una canna cilindrica da 55 cm senza bindella e con mirino a lama, calciolo in gomma ventilata, astina a coda di castoro, per un peso di circa 3.250 gr.

Le canne St.Etienne da cm. 70/* avevano un restringimento molto marcato, alcune fino a 12/10 ed il cono era disegnato con uno speciale profilo corto ed a doppia pendenza. Queste canne erano studiate per sparare soprattutto cariche pesanti di grossi pallini, anche sotto al n. 3-4.

Il Benelli 121 può essere considerato , insieme alla sua casa costruttrice, precursore di tante innovazioni tecnologiche, le quali sono state adottate anche da altre case, italiane e straniere.

In definitiva, il modello 121 è il semiautomatico per eccellenza, che ha fatto la storia anticipando l’applicazione di nuove tecnologie, primo fra tutti il sistema inerziale di recupero del gas, caratteristica ormai irrinunciabile in ogni semiautomatico.

 

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