Browning X-Bolt GRS Pro Long Range in 6,5 Creedmoor

Browning | Trascorso oramai un decennio dalla presentazione della nuova carabina denominata X-Bolt la Casa di Herstal propone sempre nuovi allestimenti adottando componenti di vaglia come la calciatura della GRS e i calibri in voga presso la clientela amante del nuovo e del funzionale

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Browning X-Bolt GRS Pro Long Range in 6,5 Creedmoor
La Browning X-Bolt GRS Pro Long Range in calibro 6,5 Creedmoor

La Casa di Herstal ci ha assegnato in prova una X-Bolt con calciatura GRS e allestimento Pro Long Range camerata per la cartuccia 6,5 Creedmoor: è un modello che copre le diverse esigenze del tiro a lunga distanza, poligono o caccia, dove la canna mantiene dimensioni e peso ancora contenuti. Ne risulta un felice compromesso per divertirsi in uscite a caccia dove il trasporto non si rivela ancora problematico e occorre ingaggiare il selvatico a lunga distanza, oppure è molto appagante in poligono dove le regolazioni della calciatura consentono di ottimizzare la postura. Le prime considerazioni vertono sull’aspetto esterno e la calciatura della norvegese GRS in legno laminato con varie sfumature di grigio, arancio scuro e verdone cattura l’attenzione così come le sue forme non esasperate, ma perfettamente adeguate all’impiego nel tiro di precisione. Il calcio è sagomato per ottimizzare la posizione del viso e l’appoggio sulla spalla: osserviamo l’appoggiaguancia regolabile, fornito di precisi cursori interni e il calciolo gommato, entrambi regolabili tramite due ampi pulsanti incassati nello spessore del legno sul fianco destro.

Il profilo inferiore incorpora la profonda scalfatura adatta al posizionamento sul cuscinetto posteriore, le cosiddette orecchie di coniglio, e più avanti la giunzione con il massiccio blocco dell’impugnatura a pistola dove spiccano i rilievi appoggia dita e l’ingrossamento su cui si posiziona il palmo della mano: si hanno in pratica analoghi vantaggi nei confronti delle calciature a pollice passante, con una maggior rapidità di posizionamento e di riarmo, quindi con un occhio particolare alle situazioni venatorie. Appare lungo e inclinato il prosieguo verso il punto di incassatura della meccanica, così come normale da qualche tempo in realizzazioni specifiche da tiro come questa X-Bolt. Il fusto e la conseguente asta sottocanna mostrano una sezione prismatica con fianchi leggermente arrotondati e spigoli di giunzione smussati con la parte inferiore: l’asta subisce un leggero ingrossamento rispetto al fusto per consentire una base di appoggio più ampia e quindi più ferma nel tiro di precisione: nell’incavo è incassata la piastra integrale che funge da bocchettone del caricatore con la guardia incorporata.

Il corpo centrale del fucile con in vista l’azione del tipo corto

Castello e otturatore

Il castello viene ricavato da una billetta di acciaio legato riservando all’anello e al ponte una sostanziosa dimensione e una sezione ottagonale per la parte superiore mentre per quella inferiore ci si attesa su un semicerchio inscritto nell’ottagono. Sulla destra si nota la finestra di espulsione dimensionata in misure contenute, inferiormente viene ricavata la feritoia per il caricatore, questa decisamente più ampia vista la disposizione in cerchio delle cartucce. In sostanza le lavorazioni non sono elementari, richiedono qualche aggravio nei costi, forniscono però una rigidità notevole insieme a un apprezzabile contenimento del peso: vantaggio non da poco e oggi sempre apprezzato.

L’ottica Kite Optics KSP HD2 presenta l’oculare gommato, l’anello godronato per la regolazione degli ingrandimenti, le torrette con scatti da 7 mm a 100 m (¼ di MOA) e la terza torretta con la regolazione della parallasse
L’ottica Kite Optics KSP HD2 presenta l’oculare gommato, l’anello godronato per la regolazione degli ingrandimenti, le torrette con scatti da 7 mm a 100 m (¼ di MOA) e la terza torretta con la regolazione della parallasse

L’anello ospita le mortise per le alette di chiusura e il passo a vite per la giunzione della canna: durante il montaggio fra la faccia dell’anello e il rilievo posto nella culatta della canna viene inserita una piastra sagomata che funge da prisma di scarico delle forze mentre nell’avvitamento si determina con precisione lo spazio di testa, fattore importante per la precisione. Esternamente, in posizione arretrata sul fianco sinistro, sporge la levetta a bilanciere per l’estrazione a fondo corsa dell’otturatore la cui corsa viene registrata e facilitata da una semisfera in sintetico, sporgente all’interno del fianco stesso. Una codetta integrale è l’ultima parte del castello a cui si aggiunge la base sagomata per il tasto della sicura a due posizioni. Passando all’otturatore si evidenzia un’apprezzabile impostazione classica con tre alette in testa sporgenti dal corpo cilindrico con l’innovazione di uno spessore contenuto e una maggiore lunghezza: si ha un’entità massa/area resistente adeguata diminuendo la profondità radiale degli scassi entro l’anello migliorando la robustezza e la rigidità. Una lavorazione anche qui leggermente più costosa, ma di classe superiore.

L’otturatore completamente retratto non cala sull’orizzontale; nel lungo ponte posteriore si apprezza la sezione a ottagono per la parte superiore, sporgente dalla calciatura
L’otturatore completamente retratto non cala sull’orizzontale; nel lungo ponte posteriore si apprezza la sezione a ottagono per la parte superiore, sporgente dalla calciatura

La faccia, molto ribassata per migliorare il sostegno del fondello cartuccia, presenta il solito foro del percussore, a fianco il nottolino di espulsione e, fra due alette, l’incasso della base a lamina per l’unghia di estrazione dalle rassicuranti dimensioni. Il corpo cilindrico centrale mostra in questo modello una superficie a scanalature elicoidali: oltre al piacevole effetto visivo si ha un impianto funzionale alla raccolta di sporcizia o materiali estranei, dal trito di foglie secche agli aghi di conifere, dal fango alla neve insomma tutto quanto può inopinatamente fermare la funzionalità che, in questo modo, è assicurata. Il manubrio è composto dal pomolo tondeggiante rastremato, dal braccetto cilindrico e dalla base ad anello calettata sul corpo principale. Il tappo prismatico e sagomato chiude l’insieme: alla sua base sporge, in armamento, una lamina cromata e con barretta rossa, avvertibile anche al tatto. La sicura a tasto con due posizioni blocca l’apertura, lo scatto e il percussore: è previsto un minuscolo tasto quadro, inserito alla radice del manubrio, premendo il quale si libera la manovra dell’otturatore per estrarre in piena tranquillità l’eventuale cartuccia camerata.

Otturatore in chiusura e parzialmente arretrato: si osserva la parte centrale con superficie spiralata e poi due delle tre alette sporgenti e con profilo ribassato: fra queste è incassata l’unghia dell’estrattore. Corretta la bisellatura del profilo della finestra di espulsione
Otturatore in chiusura e parzialmente arretrato: si osserva la parte centrale con superficie spiralata e poi due delle tre alette sporgenti e con profilo ribassato: fra queste è incassata l’unghia dell’estrattore. Corretta la bisellatura del profilo della finestra di espulsione

Canna e scatto

La canna lunga 61 cm si distingue per il profilo rastremato e le scanalature, il freno di bocca a cinque serie di fori radiali avvitato su una filettatura in volata dove la sezione misura 21 mm. Una soluzione che accontenta caccia e tiro con prestazioni di notevole livello: la rigatura realizzata a broccia viene poi lappata a mano e i prodotti della Canonerie di Herstal non necessitano di presentazioni o commenti. Quanto allo scatto è montato il  Super Feather Trigger, eccellente meccanismo chiuso fra due piastre in lega di alluminio con i piani lucidati e poi cromati a spessore: la rapidità di sgancio e la velocità di percussione risultano eccellenti; il peso di 1335 g, con la regolazione di officina, si pone ai vertici degli impianti di fabbrica con scarti di una diecina di grammi e assenza totale di vizi, dotato di una geometria che unisce la sicurezza di uno stabile posizionamento dei piani di contrasto e il loro disgiungersi in allontanamento, evitando ogni genere di malfunzionamento.

La canna nella sua estensione con le scanalature a profilo concavo molto gradevoli alla vista e certo funzionali per rigidità/peso e raffreddamento. In volata è avvitato il freno di bocca con cinque serie di fori radiali: giustamente è di sezione uguale alla canna dando un bell’aiuto all’estetica. Il particolare dell’apice dell’asta sotto canna evidenzia il montaggio flottante
La canna nella sua estensione con le scanalature a profilo concavo molto gradevoli alla vista e certo funzionali per rigidità/peso e raffreddamento. In volata è avvitato il freno di bocca con cinque serie di fori radiali: giustamente è di sezione uguale alla canna dando un bell’aiuto all’estetica. Il particolare dell’apice dell’asta sotto canna evidenzia il montaggio flottante

Le prove in poligono

La rosata di cinque colpi ottenuta al poligono di Carrù (CN) alla distanza di 300 m inscrivibile nel cerchio di 58 mm (0,69 MOA) o nel rettangolo di 48x53 mm. Cartucce Hornady Match con palla ELD® Match da 147 gr
La rosata di cinque colpi ottenuta al poligono di Carrù (CN) alla distanza di 300 m inscrivibile nel cerchio di 58 mm (0,69 MOA) o nel rettangolo di 48×53 mm. Cartucce Hornady Match con palla ELD® Match da 147 gr

Il fucile merita un esame ripetuto per sondare più che altro se stessi, visto che le rese sono costanti e di ottimo livello. I due poligoni visitati sono quello di Carrù (CN) per le prove a 300 m e, in seguito, due presenze in quello di Pian Neirèt sopra Coazze (TO) per i tiri a 600 iarde. Una doverosa premessa: ci siamo messi in gioco, ben sapendo che molti altri realizzerebbero rosate migliori, giusto per vedere che cosa siamo ancora in grado di spremere da un simile fucile.

Di poi va osservato come, soprattutto per le 600 yds l’appoggio su sacchi di materiale inerte approssima il tiro a quello di caccia con il supporto dello zaino o di una roccia con interposizione della cacciatora; posteriormente abbiamo adoperato le orecchie di coniglio di misura ridotta. Le cartucce impiegate sono le Hornady Match di cui diremo più avanti. Il clima è stato pienamente estivo per i 300 m mentre per le 600 yds abbiamo incontrato a metà settembre una giornata di pioggia leggera e costante con assenza di vento e ottima visibilità (si è a circa 1250 m slm); la seconda giornata a fine ottobre ha visto un tempo splendido con aria tersa e quindi ottima visibilità, ma con un vento di 2-3 m/sec giusto al traverso da dx a sx.

Al poligono Le Chamois di Pian Neirèt (TO) durante la prima prova alla distanza di 600 yds: la taratura finale ha prodotto questa rosata di cinque colpi che abbiamo evidenziato in rosso poiché i fori, per un malinteso, erano stati tappati prima della riconsegna del bersaglio. Le misure: diametro 93 mm (0,61 MOA) o 78x53 mm, cartucce come sopra con palla ELD® Match da 147 gr
Al poligono Le Chamois di Pian Neirèt (TO) durante la prima prova alla distanza di 600 yds: la taratura finale ha prodotto questa rosata di cinque colpi che abbiamo evidenziato in rosso poiché i fori, per un malinteso, erano stati tappati prima della riconsegna del bersaglio. Le misure: diametro 93 mm (0,61 MOA) o 78×53 mm, cartucce come sopra con palla ELD® Match da 147 gr

Le cartucce: la prima fornitura vede le Hornady Match appunto con palla ELD® MATCH da 147 gr (# 81501) mentre nella seconda varia il peso di palla, sceso a 140 gr (# 81500). Le tabelline sulle confezioni indicano un leggero abbassamento del tiro alle 500 yds, – 43,2” per le prime e – 44,4” per le seconde, quindi partiamo sperando che la taratura effettuata una quarantina di giorni prima non giochi qualche scherzo. Osservare sul tablet il foro abbastanza centrato e più alto di quanto previsto ci conforta: il fucile “è lì”. Ripetiamo alcuni tiri finendo invariabilmente a sinistra: ancora non abbiamo potuto notare il vento presente che ci appare pienamente non appena sostiamo in posizione con l’occhio sul cannocchiale. Una miriade di particelle bianche vola allegramente in orizzontale nel verso dove vanno i colpi.

Una zoomata ed ecco la nostra linea bersagli a 600 yds apparire ben definita. Il nostro antagonista è il primo a partire da sinistra e rammentiamo bene le indicazioni del gentilissimo Roby Cenni: linea 6
Una zoomata ed ecco la nostra linea bersagli a 600 yds apparire ben definita. Il nostro antagonista è il primo a partire da sinistra e rammentiamo bene le indicazioni del gentilissimo Roby Cenni: linea 6

Siamo ancora della generazione che prima di toccare le torrette vede se riesce a correggere il tiro spostando la posizione della croce sul bersaglio: calcoliamo mentalmente in 35-40 cm lo scostamento e mettiamo il riferimento così distanziato dal centro. Funziona! Leggiamo allora sulla torretta il valore del click pari a 7 mm a 100 metri: con fatica di un antimatematico costituzionale ragioniamo sui valori in gioco e definiamo in tre scatti la correzione, quindi cinque meno due, non si sa mai… I colpi vanno dove devono e intanto abbiamo mutato la tenuta del fucile ponendo, contro ogni nostra abitudine, la mano sinistra sull’ottica con la torretta che sporge fra le dita. Il risultato non sarà da concorso nazionale, ma a noi dà una bella soddisfazione, soprattutto per essere riusciti a leggere il vento e correggere l’ottica.

a postazione è ovviamente inclinata verso l’alto vista la disposizione dei bersagli: poca l’angolazione con il favore di avere il fucile che tende a stabilizzarsi sulla spalla. L’appoggio anteriore è composto di sacchi con materiale incoerente
a postazione è ovviamente inclinata verso l’alto vista la disposizione dei bersagli: poca l’angolazione con il favore di avere il fucile che tende a stabilizzarsi sulla spalla. L’appoggio anteriore è composto di sacchi con materiale incoerente

A questo punto possiamo passare in rassegna le particolarità del fucile al tiro: le manovre si rivelano tutte non solo facili, ma pure piacevoli da assolvere come apertura e chiusura del manubrio otturatore, la cartuccia che posta sulla suola elevatrice del caricatore senza inserirla, viene spinta in camera  senza trovare intoppi come capita con altre azioni. Lo scatto Super Feather Trigger è davvero magico, uno dei pochissimi, quasi unico, a non farci troppo rimpiangere un bello stecher a due grilletti con 250 g di sgancio.

Anche se la nostra tecnica fotografica è da affinare ecco il nostro bersaglio osservato nel reticolo dell’ottica Kite con 15x: a tale distanza valori decisamente superiori di ingrandimento giocherebbero un discreto ruolo a favore
Anche se la nostra tecnica fotografica è da affinare ecco il nostro bersaglio osservato nel reticolo dell’ottica Kite con 15x: a tale distanza valori decisamente superiori di ingrandimento giocherebbero un discreto ruolo a favore

Due parole sull’ottica Kite Optics KSP HD2 2,5-15×56: le dobbiamo mentalmente delle scuse perché di primo acchito non l’avevamo accreditata di quel che in realtà merita. Ha dato ottima prova di visibilità con qualsiasi tempo, gli scatti come visto già nella prima regolazione passando dai 300 m alle 600 yds e poi per centrare l’ultima rosata con il vento, si sono sempre dimostrati giusti e costanti; ecco forse per il nostro occhio qualcosa in più dei 15x avrebbe giovato, ma pure così, in una configurazione decisamente venatoria, ce la siamo cavata decorosamente.

Abbiamo sparato 20 colpi con le Hornady Match con palla ELD® Match da 140 gr: alcuni sono a sinistra per il vento e per una postura ancora da perfezionare: regolato il cannocchiale e sistemata meglio la tenuta del fucile questi sono i 13 colpi residui inscrivibile nel cerchio di 132 mm (0,866 MOA) e nel rettangolo di 132x113 mm. Chiudendo la visuale sul centro avremo 6 colpi raggruppati in 65 mm (0,426 MOA) e nel rettangolo di 61x56 mm
Abbiamo sparato 20 colpi con le Hornady Match con palla ELD® Match da 140 gr: alcuni sono a sinistra per il vento e per una postura ancora da perfezionare: regolato il cannocchiale e sistemata meglio la tenuta del fucile questi sono i 13 colpi residui inscrivibile nel cerchio di 132 mm (0,866 MOA) e nel rettangolo di 132×113 mm. Chiudendo la visuale sul centro avremo 6 colpi raggruppati in 65 mm (0,426 MOA) e nel rettangolo di 61×56 mm

Il commento ultimo è questo: è un fucile che dispiace rendere, dispiace parecchio.

L’autore ringrazia gli amici Giorgio Rosso del poligono di Carrù (CN 347 96 92 677), Marco Cenni & Famiglia del poligono Les Chamois di Pian Neirèt (TO – 347 91 61 112)per la squisita ospitalità e Carlo Bonardo dell’omonima armeria sita in Bra (CN) infobonardo@.it,distributore della BWMI 

Scheda tecnica

Produttore: Browning International S.A. – Parc industriel des Hautes Sarts, 3e Avenue, 25, B-4040 Herstal (Belgio) – Tel +32(0)4.2405211 – Fax +32(0)4.2405212 – www.browning-int.com – realizzato nello stabilimento in Giappone

Importatore: BWMI Italia – Via Parte – Marcheno (BS) fax 030 – 8960236    bwmi@bwmi.it 

Modello: X-Bolt GRS Pro Long Range

Tipo: fucile a canna rigata 

Calibro: 6,5 Creedmoor (in alternativa .308 Win.)  

Funzionamento: ripetizione manuale e otturatore girevole scorrevole

Castello: anello e ponte di tipo chiuso ricavato da billetta in acciaio trattato 

Otturatore: in acciaio con testina anteriore a tre alette a crescere rispetto al cilindro

Canna: lunga 61 cm – montaggio flottante

Percussore: interno all’otturatore, con molla elicoidale

Alimentazione: caricatore a pacchetto staccabile da 4 cartucce realizzato in polimero

Congegno di scatto: Super Feather Trigger  su piastre in lega di Al e parti interne in acciaio lucidate – grilletto singolo e scatto diretto di particolare rapidità ed efficienza – verificato a 1335 g (scarti fra 1318 e 1348 g quindi 2,25%: un nulla!)

Estrattore: a unghia pivotante con molla interna di contrasto

Espulsore: pistoncino elastico nella faccia dell’otturatore

Linea di mira: mire metalliche assenti 

Attacchi ottica: due basi con viti su anello e ponte

Sicurezza: tasto a due posizioni sul prolungamento della codetta del castello: blocca scatto, percussione e manubrio – tasto aggiuntivo per l’apertura con sicura inserita

Calciatura: GRS Stock in legno laminato – impugnatura a pistola e sotto canna sagomato – campi di presa lisci – appoggia guancia e calciolo regolabili – pioli per aggancio magliette portacinghia o bipiede

Finiture: Cerakote per le parti meccaniche – verniciatura a olio della calciatura

Peso: 3.800 g circa senza attacchi e ottica 

Prezzo: indicativo di 2.190,00 € (solo arma, iva inclusa)

Accessori: valigetta in sintetico e lucchetto per bloccare l’arma

5/5 (9)

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