Memorabile questo cinquecentesimo anno per Beretta. E così anche per le consociate, che sull’onda degli innumerevoli appuntamenti celebrativi, hanno avuto occasione di presentare alcune novità davvero interessanti, per esempio, nel campo delle ottiche per la caccia e il tiro. Burris & Steiner experience è stata l’occasione per fare il punto sul settore ottiche del gruppo italiano di fronte a una trentina di armieri e una decina di giornalisti. Prima la presentazione di rito a San Lazzaro, alle porte di Bologna e poi prove pratiche al Sant’Uberto campo di Tiro a lunga distanza di Monterenzio, sui colli di Imola a circa un’ora di auto. Il marchio statunitense e quello tedesco sono ben conosciuti in Italia, da quando sono entrati nel gruppo Beretta, tuttavia meritano maggiore attenzione, rispetto a certi marchi europei di maggiore blasone o del Far East, proprio per i valori tecnici e qualitativi che li contraddistinguono. E per le nuove ottiche “ibride” e i sistemi avanzati che le caratterizzano. È quanto ha ribadito lo stesso Daniele Piva, direttore commerciale di Beretta: «Burris e Steiner hanno un potenziale importante per affermarsi anche in Italia e gli armieri sono i primi ambassador di fronte ai clienti».

Bruno Beccaria, general manager di Burris e Steiner ha affermato che «la tecnologia oggi è semplificazione e deve fornire soluzioni al servizio delle persone. In ambito di ottiche per caccia e tiro questo significa precisione e qualità, per un’esperienza di caccia che deve essere sì performante, ma anche etica, sicura, soddisfacente e portare al benessere, alla riduzione dello stress. Il prezzo deve essere accessibile, Burris e Steiner hanno prodotti unici in qualche caso anche solo per il prezzo e adesso sono stati sottoposti a un upgrade intelligente».
Alberto Corbetta, responsabile commerciale di Burris, ha sottolineato che il marchio del Colorado è nato nel 1971 con massima attenzione all’innovazione. Oggi rappresentata, per esempio, da Eliminator 6 e da Xtr ps. Ci sono alcuni cannocchiali che hanno radici storiche come i Fullfill che vengono mantenuti e sempre aggiornati.
Thomas Lippmann, sales manager di Steiner optik, ha ricordato come l’azienda di Bayreuth, fondata oltre 75 anni fa, è leader assoluto per i binocoli nel militare e nautico. Ha menzionato il Nighthunter 8×56, lanciato nel 2000, che detiene il record di massima trasmissione della luce che è 96% e dell’Lrf (2022) che misura distanze oltre 10 km. Ha ripercorso le tappe dei materiali costruttivi, dal Makrolon del 1967 alla Nano protection del 2006.

La gamma dei prodotti
Vediamoli allora i più recenti prodotti della gamma di entrambe le aziende che abbiamo potuto osservare, “strappandoceli” di mano nell’incontro bolognese. Innanzitutto, due collimatori a punto rosso di Steiner pensati per la pistola, ma che possono essere usati anche nella caccia in braccata. L’Mps-Micro pistol sight ha look del tutto simile al suo predecessore, con tasti che sono più grandi e la durata della batteria che è stata incrementata a 90 mila ore con Cr2032. Due versioni con due differenti grandezze del dot: 2 moa e 3,3 moa. Molto agevole, leggero e compatto, facile collimare il dot e regolarne la luminosità, costa 535 euro. L’Mps-C, più compatto del 25% rispetto ai concorrenti, misura 36×27,5×33,5 mm e pesa appena 32 grammi. Esente da parallasse fino a 25 metri, possiede un ottimo campo visivo, una finestra amplissima, visione cristallina. Il dot è 1,6 moa, 1x ingrandimento reale, costa 490 euro. Nuovo anche il potente binocolo eDiscovery 10×42, che osserva, cattura e condivide, tutto in unico strumento di elevatissima qualità, utilizzando sempre l’app Burris Connect per la condivisione di foto, ma anche video con audio, che è una novità. Costa circa 2.000 euro.


Parliamo anche di ottiche ibride che sono i prodotti più avanzati di entrambe le aziende e integrano ottico col digitale e con il laser. Steiner propone da qualche tempo una soluzione innovativa che prevede l’impiego combinato del cannocchiale eRanger 8 (nelle versioni 2-16×50 e 3-24×56) e del binocolo eRanger Lrf 10×42. Mediante la app Steiner Connect il cacciatore inserisce una serie di informazioni balistiche sulla base dei dati relativi alla cartuccia, il bino-telemetro legge la distanza fino a 3.000 metri. La torretta di elevazione tradizionale con reticolo 4A illuminato del cannocchiale a questo punto può essere regolata in base alla misura rilevata dal laser. I click della torretta sono solidi e percepibili, soprattutto ogni informazione è sotto controllo attraverso il pannello del menu, visibile nell’oculare. I due cannocchiali costano circa 3.000 euro e il binocolo Lrf 1.756. Quest’ultimo fornisce anche un sistema di localizzazione del punto d’impatto con coordinate gps e ricostruzione cartografica, fondamentale per ritrovare la spoglia. Funziona anche in assenza di connessione.


Burris ha scelto di integrare buona parte di queste funzioni nell’Eliminator 6 4-20×52, definito come “cannocchiale per il tiro etico con certezza di attingere il bersaglio cui avresti comunque tirato”. Dunque un cannocchiale con telemetro oltre 1.800 metri, ma pensato non tanto per il tiro a lunga distanza, benché possa esserlo, quanto con le caratteristiche tecniche per abbattere il selvatico infallibilmente in condizioni di caccia “normali”. È un prodotto che si adatta al cliente: il suo display interno, ben visibile nell’oculare, può essere personalizzato nelle 11 zone informative, tra le quali spiccano la visualizzazione della forza impatto sul bersaglio e il monitoraggio ambientale. Costa 2.899 euro. C’è poi il Veracity ph 4-20×50, che dall’altra parte è la semplificazione totale, con stesso display con dati balistici personalizzabili (distanza di elevazione, inclinazione dell’arma, valore del vento compensato dalla distanza, livello della batteria), e torretta Pēk (Programmable elevation knob) clickless, perché i click limitano la precisione della regolazione in continuità. Reticoli in Moa illuminati, costa 1.729 euro. Xtr ps è il Veracity applicato alla competizione, con tubo da 34 e funzioni dedicate. Costa 2.449 euro.


Al termine delle presentazioni e delle prove dei prodotti fino a 800 metri, con carabine Sako e Beretta, si è disputata una garetta sui gong a 600 metri tra gli armieri presenti. Vincitore della gara con l’Eliminator è stato Simone Borgesa per l’armeria Tower di Avigliana (To). Con il Veracity Roberto Ruggiero dell’omonima armeria di San Giorgio a Liri (Fr).





































