Caccia al cinghiale: Sardegna, NO alla giornata di caccia del giovedì

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Caccia al Cinghiale - Tiro dalla posta
Caccia al Cinghiale – Tiro dalla posta

Caccia al cinghiale: Sardegna, NO alla giornata di caccia del giovedì; ai cacciatori sardi non piace l’idea, parla il Comitato Caccia Grossa.

Cresce il malcontento tra le compagnie della Sardegna sull’apertura del calendario venatorio Lettera alla Regione: “Non è assolutamente vero che nelle nostre campagne i cinghiali sono troppi”. Ancora un NO a chiare lettere. È il “NO” deciso delle compagnie di alla ventilata ipotesi di un’apertura della “caccia grossa” anche nelle giornate di giovedì.

È il Comitato caccia grossa no giovedì a prendere nuovamente la parola, dopo l’incontro regionale dei giorni scorsi a Macomer. Un’occasione per fare il punto: al 31 agosto hanno aderito 411 compagnie, ossia 11.000 cacciatori sardi. Numeri che sono in continua crescita.

“Lo scorso luglio, dopo le decisioni prese dal Crf nella sua prima riunione, è iniziato un malcontento generale fra le compagnie di caccia al cinghiale di tutta la Sardegna – scrivono in una lettera inviata alla Regione e al Comitato faunistico –. Siamo fermamente convinti che l’eventuale decisione di aprire la caccia al cinghiale anche di giovedì, sarà devastante e porrà fine all’armonia nei e tra i paesi, producendo nel contempo l’inevitabile disgregazione delle squadre e distruggendo irreparabilmente quanto con fatica costruito in tantissimi anni. La caccia grossa in Sardegna era ed è un attività che è radicata in tutte le nostre realtà locali, è molto di più di una semplice attività venatoria”.

“La caccia grossa – spiegano quelli del Comitato – vuole dire aggregazione, vuole dire scambi culturali, vuole dire socializzazione, vuole dire tradizione, vuole dire cultura e radicamento. Ma la caccia grossa vuole dire soprattutto “compagnia di caccia”. In alcuni comuni sardi, può mancare l’ufficio postale, può mancare lo sportello bancomat o il distributore di carburante, ma non manca mai almeno una compagnia di caccia grossa. Le compagnie non andranno a caccia al cinghiale nelle giornate di giovedì ma si darà esclusivamente la possibilità di cacciare a gruppetti che inevitabilmente si formeranno, sentendosi tutelati dalla legge, faranno la voce grossa nei confronti di chi con dedizione e sacrificio ha tenuto in piedi un numero indeterminato di persone, stimolando così atteggiamento e modus operandi facilmente deducibili”.

Secondo la nostra esperienza di conoscitori delle nostre campagne, non è assolutamente vero che i cinghiali sono troppi, almeno nella maggior parte dei casi; infatti le più grosse concentrazioni di cinghiali si trovano nelle oasi permanenti, nelle diverse zone di ripopolamento e cattura istituite dalle province, tutte zone dove, anche aprendo la caccia di giovedì, non si potrà mai cacciare. La soluzione al problema non si trova aumentando le giornate di prelievo, bensì apportando soluzioni intelligenti e qualitative, quali i prelievi mirati la dove necessario, e interventi di braccata nelle zone poste a vincolo, come oasi e demani vari, con il sicuro vantaggio a favore del contenimento dell’ungulato in generale e, cosa non meno importante, a vantaggio della nobile stanziale”.

“Personalmente riteniamo – insistono i componente del Comitato caccia grossa “no giovedì” – che interventi di prelievo nelle aree sopra menzionate, due nel mese di dicembre e due nel mese di gennaio, sarebbero altamente produttivi e si otterrebbe altresì che i cinghiali vengano spinti al di fuori delle zone protette entrando nei territori liberi con l’esito certo di poter essere prelevati nei giorni successivi. Valga il vero che i “danni” chiamati in causa in questo ultimo periodo, si registrano per 90% nelle aree limitrofe alle zone interdette o nelle sue vicinanze, inutili e solo dannose quindi le 27 giornate, non vi è nessuna logica a calpestare e ricalpestare le stesse zone quando vi sono immense zone interdette”.

“Ribadiamo – concludono i cacciatori – che le compagnie non andranno a caccia nelle giornate di giovedì e nel rispetto dei sardi ci auguriamo di cuore che utilizziate la vostra posizione ed il vostro potere alla tutela di quanto ottenuto fin ora, prendendo seriamente in considerazione le leggi non scritte, leggi dal grande valore e potere”.

( 8 settembre 2015 )

Fonte: LaNuovaSardegna

 

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1 COMMENTO

  1. BUONGIORNO LEGGENDO L’ARTICOLO VORREI PRECISARE UNA COSA, NON SONO I CACCIATORI SARDI O MEGLIO TUTTI I CACCIATORI SARDI CHE NON VOGLIONO LA CACCIA AL CINGHIALE IL GIOVEDì, MA UN PARTE DI LORO UNA MINIMA PARTE, SU 45000 CACCIATORI SARDI IL COMITATO DEL NO NE CONTA 10000, SU 370 COMUNI SARDI HANNO ADERITO AL NO 80 COMUNI.

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