Pluralità di realtà
Spiace constatare, ancora una volta, come alcune componenti del mondo venatorio non operino in modo efficace a favore dell’attività venatoria, dando talvolta l’impressione di perseguire dinamiche che rischiano di risultare controproducenti anziché costruttive. Riteniamo pertanto doveroso fornire alcuni chiarimenti, in primo luogo ai nostri associati, ma anche a tutti i cacciatori veneti, in merito alla posizione di Federcaccia sul tema della caccia al colombaccio. È opportuno premettere che questa forma di caccia, sempre più diffusa, coinvolge un numero crescente di appassionati e ha portato, nel tempo, alla nascita di diversi club dedicati. Tale pluralità di realtà può aver generato qualche equivoco; per questo si precisa, senza alcuna volontà di sminuire il ruolo di altri soggetti, che il Club Italiano del Colombaccio non costituisce una sezione settoriale di Federcaccia.
Raccolta dati
La nostra associazione, in risposta alle esigenze dei propri associati e in linea con l’evoluzione del contesto, ha istituito da alcuni anni un Coordinamento dedicato al colombaccio, in collaborazione con ANUU. Tale Coordinamento si occupa prevalentemente di raccolta dati e attività di ricerca scientifica, includendo anche lo studio di questa specie in relazione alla tortora selvatica, con particolare riferimento all’individuazione dei siti di nidificazione. Il Coordinamento ha il compito di monitorare, con rigore scientifico, gli effetti degli interventi gestionali. A tal fine, opera in stretta sinergia con il mondo accademico, assicurando che i dati raccolti rispettino elevati standard di attendibilità. Si precisa inoltre che il Club Italiano del Colombaccio e il suddetto Coordinamento non operano congiuntamente e che NON condividono necessariamente le medesime posizioni su tutte le tematiche, in particolare per quanto riguarda la preapertura.
Tutela del comparto agricolo
Per Federcaccia Veneto, e non solo, la preapertura alla caccia al colombaccio rappresenta un’attività sostenibile e praticabile. La nostra posizione tecnica è chiara: al fine di tutelare l’attività venatoria ed evitare possibili criticità future, anche in relazione alla tutela del comparto agricolo è prioritario intervenire sull’incremento utile annuo della specie (ossia i giovani nati nell’anno). In questa prospettiva, l’estensione delle giornate e degli orari di caccia, nonché dei relativi carnieri nel mese di settembre, a partire dalla preapertura, può rappresentare uno strumento efficace. A ciò si aggiunge che un’intensificazione del prelievo venatorio in tale periodo contribuisce alla tutela delle colture agricole sensibili, che risultano in fase di maturazione.
Il bene della caccia
Al contrario, interventi diretti sui riproduttori durante il periodo primaverile ed estivo comportano il rischio di incidere negativamente sulla conservazione della specie. Concludendo, siccome noi ci teniamo a precisare le cose, ma anche e soprattutto ci teniamo al bene della caccia, cogliamo questa occasione per invitarvi a partecipare alle attività di ricerca del Coordinamento colombaccio che in questa stagione si occupano del monitoraggio dei nidificanti, per cui se siete interessati e disponibili contattateci alla mail: [email protected] (Il Coordinatore Nazionale del COORDINAMENTO COLOMBACCIO ITALIA Gherardo Ambrosini – Il Presidente Regionale FIdC Veneto Emiliano Galvanetto)



































