Tavola rotonda
Così come era stato preannunciato, al termine del Convegno dello scorso 7 aprile sul Regolamento sul ripristino della natura organizzato dal Consiglio regionale della Toscana e dal CNR-ISC al quale anche Federazione Italiana della Caccia ha preso parte è stato prodotto e sottoscritto un documento di sintesi elaborato per raccogliere in modo organico e dare un seguito operativo a quanto emerso dalla sessione pomeridiana dei lavori. È nato così dalle conclusioni della Tavola rotonda che ha visto il confronto fra un gruppo di portatori di interesse, il cosiddetto “Documento di Firenze” sul Regolamento (UE) 2024/1991 sul Ripristino della Natura, firmato da Stefano Focardi del CNR Istituto Sistemi Complessi di Firenze; Michele Bottazzo dell’Ufficio Studi e Ricerche Federcaccia, Roma; Renato Ferretti del Consiglio Nazionale Ordine Agronomi e Forestali, Roma; Monica Tommasi Monica di Amici della Terra Onlus, Roma; Marco Zaccaroni del Dipartimento di Biologia, Università di Firenze; Matteo Martinet, Coordinatore ATI Regione Valle d’Aosta.
Normativa fondamentale
Si tratta, come si può leggere nel riassunto del Documento stesso, “di un atto di appello alle istituzioni incaricate nella redazione ed applicazione del Piano di Ripristino della Natura in quanto, sebbene siano passati quasi 2 anni dall’approvazione del regolamento comunitario di riferimento, non vi è stata alcuna consultazione con i portatori di interesse. Il regolamento (UE) 2024/1991 sul Ripristino della Natura è infatti una normativa fondamentale per invertire il degrado degli ecosistemi e promuovere la resilienza ambientale del nostro territorio nazionale ma che rischia di essere vanificato senza un coinvolgimento con il territorio e con i portatori di interesse. Vista la scadenza imminente dei termini di consegna del Piano alla commissione europea (entro il 30/08/26) si teme inoltre che non ci siano i tempi per un sufficiente per un reale e costruttivo confronto tra le parti.
Futuri piani di finanziamento
Gli stakeholders sono inoltre contrari alle scelte fatte dall’attuale bozza di Piano, predisposta dai ministeri competenti e di imminente pubblicazione, nel focalizzare gli interventi di ripristino solo nelle aree protette e lasciando in questo modo fuori tutte le aree bisognose di interventi come quelle agricole. Allo stesso tempo gli stakeholder presenti al convegno sono preoccupati anche nella scelta dei redattori del Piano nel non investire nuove risorse per la realizzazione degli interventi in quanto ciò potrebbe preludere l’accesso a futuri piani di finanziamento comunitario. Nel Documento di Firenze vengono inoltre proposte una ventina di misure di intervento, distinte per ambienti agricoli, forestali ed aree di acqua dolce e con prevalente finalità faunistico ambientale” (fonte: FIDC).




































