Caccia: Campania, interpellanza del Sindacato Venatorio su trasporto armi in area parco

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Sindacato Venatorio Italiano - CacciaCaccia: Campania, il Sindacato Venatorio Italiano invia alla Regione Campania un interpellanza ad intercedere per la regolamentazione del trasporto armi in area parco.

Oggetto: interpellanza ad intercedere, con ogni utile atto ritenuto idoneo, presso gli enti parco della regione Campania, affinché gli stessi vogliano regolamentare, nel proprio territorio di competenza, il trasporto di armi da caccia. Il sottoscritto Mauro Panella, in qualità di Presidente dell’Associazione denominata S.V.I. (Sindacato Venatorio Italiano, nel rispetto dell’Ordinamento Giuridico italiano e

VISTI:

– l’art. 11 della legge quadro sulle aree protette n.° 394 del 06.12.1991 prevede che gli Enti Parco adottino il regolamento che disciplina le attività consentite entro il territorio del Parco ed in particolare al comma 3 lettera f) prevede il divieto di introduzione, da parte dei privati, di armi, di esplosivi e di qualsiasi mezzo di distruzione e cattura, se non autorizzata;
– la Legge Regionale 33/93, istitutiva degli Enti Parco, all’art. 22 comma 4 richiama la dizione dell’art. 11 comma 3 ivi compresa ovviamente la lettera f) della legge 394/91 sopra richiamata;
– la Legge Regionale 33/93 individua il perimetro dei Parchi della regione campania;

CONSIDERATO CHE:

– l’art. 21 lett. g) della legge 11.02.1992, n.° 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” prescrive il divieto del trasporto delle armi all’interno dei centri abitati e delle zone ove è vietata l’attività venatoria, ovvero a bordo dei veicoli di qualunque genere e comunque nei giorni non consentiti per l’esercizio venatorio della presente legge e dalle disposizioni regionali di armi da sparo per uso venatorio che non siano scariche o in custodia;
– l’articolato perimetrale dei Parchi, presenta all’interno molti centri abitati ubicati in area parco e la presenza di strade statali, provinciali e comunali che attraversano dette aree;
– altresì, vi sono numerose aree esterne ai perimetri dei Parchi che si incuneano all’interno delle aree protette e collegate con le aree esterne ai parchi mediante corridoi;

PRESO ATTO CHE:

– per raggiungere tali particolari aree, ove l’attività venatoria è consentita, è necessario ripetutamente attraversare tali aree protette;
– è notorio a tutti, di pendenze giudiziarie a carico di cacciatori che, loro malgrado, sono incorsi in sanzioni penali per non avere le necessarie autorizzazioni rilasciate dell’ente parco attraversato in quanto mai è stato applicato il combinato disposto, così come previsto (in deroga) dell’art. 11 comma 4 della legge 394/91 e come sancito chiaramente dalla legge 157/92 art. 21 lettera g) che l’arma in custodia e debitamente scarica è idonea ad essere trasporta anche in aree vietate all’attività venatoria;
– molti Enti Parco delle regioni d’Italia si sono adoperati alla stesura di regolamenti ad hoc per il trasporto delle armi da caccia all’interno delle aree tutelate di propria competenza territoriale;
– è necessario adottare un regolamento che autorizza i detentori di armi ai sensi della legge n.° 157 del 11.02.92 ad attraversare le aree Parco (che in molti casi sono già nel perimetro del proprio uscio di casa e) per raggiungere le aree fuori Parco utili all’esercizio venatorio;

VISTA:

– la nota del Ministero dell’Ambiente SCD/3D/2000/21128 del 05.11.2000, avente per oggetto: Introduzione di armi nelle aree protette – sentenza della Corte Suprema di cassazione Penale III sezione n.° 1549/99 – , nella quale è espressamente specificato che il divieto all’introduzione di armi nelle aree protette trova applicazione fino all’approvazione del regolamento;

INTERPELLA

gli On. in indirizzo, ad adoperarsi, ai sensi degli enunciati art. di legge summenzionati, affinchè gli enti parco vogliano provvedere risolutivamente a dotarsi di un regolamento che consenta ai cacciatori l’attraversamento delle aree protette, con le proprie armi da caccia, in modo da poter raggiungere le aree vocate all’attività venatoria senza incorrere in sanzioni illogiche e sproporzionate.

E’ superfluo ricordare che molte abitazioni di cacciatori ricadono all’interno delle aree parco e tale fatto impedisce concretamente la possibilità di svolgere l’attività venatoria salvo rischiare di incappare, ingiustamente, in sanzioni penali pesanti anche solo uscendo dall’uscio della propria abitazione.
Fiducioso e sicuro, di un esito positivo e risolutivo, della questione esposta con la presente, in nome e per conto dei cacciatori campani, si resta in attesa di riscontro.
Distinti e Cordiali Saluti.

Presidente S.V.I.
Mauro PANELLA

( 12 Luglio 2013 )

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