Caccia e Fauna: Marche, Coldiretti chiede maggiore chiarezza sulla questione della Tubercolosi dei cinghiali e sulla vendita delle carni in nero ma fermare la caccia aggraverebbe la situazione.
Occorre fare chiarezza sulla vicenda dei presunti casi di tubercolosi nei cinghiali ma lo stop alla caccia significherebbe aggravare una situazione, quella dei danni agli agricoltori, già drammatica, senza apportare alcun beneficio. E’ quanto afferma la Coldiretti dopo il ritrovamento delle carcasse con sospetti casi di Tbc tra le province di Ancona e Macerata. Un vicenda sulla quale va fatta piena luce e che può rappresentare anche un’occasione per alzare finalmente il velo sul mercato della carne di cinghiale “in nero”. Il fenomeno è stato più volte denunciato dalla Coldiretti, che da anni chiede alle autorità preposte maggiori controlli sul commercio legato all’attività di caccia a questo tipo di animale, mentre i vari piani di abbattimento non hanno sortito i risultati9iolòl. Il sospetto è, infatti, che intorno al cinghiale si sia sviluppato un fiorente mercato “sotterraneo”, con carne macellata clandestinamente e venduta al di fuori dei circuiti ufficiali, mettendo a rischio la salute dei cittadini.
Tale situazione è al contempo di ostacolo a una definitiva risoluzione del problema dell’elevato numero di cinghiali, poiché c’è chi ha interesse a non diminuirne realmente il numero, utilizzando le campagne come veri e propri allevamenti a cielo aperto a discapito delle coltivazioni agricole. Alle autorità competenti la Coldiretti chiede dunque di fare piena luce sul caso, assumendo tutte le iniziative necessarie a garantire la salute dei cittadini e a tutelate l’attività degli agricoltori.
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