Caccia e Fauna: a Irgoli, in provincia di Nuoro, due cacciatori hanno salvato un esemplare di aquila reale con sintomi di avvelenamento.
Non credevano ai loro occhi Gonario Lai e Piero “Cosseddu” Chessa mentre a bordo di un fuoristrada stavano dirigendosi all’ovile di Alinoe, alle pendici del Monte Norghio: a pochi metri dalla strada, in mezzo a un campo incolto, un maschio adulto di aquila reale sarda era intento a divorare un germano reale. Per un attimo sono rimasti affascinati, ma ancora più sbalorditi sono stati quando il maestoso volatile non ha dato segni di nervosismo continuando il pasto. Anche in virtù delle loro esperienza di cacciatori, i due hanno capito che l’aquila non poteva volare e stava male. Così l’hanno immobilizzata nonostante il suo tentativo di rifugiarsi in un macchione. Poi hanno avvisato il Corpo forestale di Orosei. Una scelta più che opportuna, da parte loro: senza l’incontro con gli irgolesi quel raro esemplare di rapace avrebbe avuto poche speranze di salvarsi. Custodita per un giorno in caserma (dove ha finito di consumare i resti dell’animale catturato), l’aquila è stata poi trasportata al centro di Bonassai, tra Sassari e Alghero, specializzato nella cura e nel recupero della fauna selvatica ferita.
Sottoposta a visita dal veterinario Marco Muzzeddu, è stata giudicata affetta da sintomi di avvelenamento: le cause si conosceranno non appena arriveranno gli esiti degli esami ai quali il rapace, che comunque non dovrebbe correre percolo di vita, è stato sottoposto.Ma a suscitare maggior stupore è stata la scoperta di una ferita da arma da fuoco ormai cicatrizzata su un’ala. Un destino davvero singolare, quello dell’aquila: scampata alle fucilate, è stata salvata da due cacciatori.
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