Caccia e Fauna: Pisa, cacciatori salvano Lupo avvelenato

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Lupo - Canis LupusCaccia e Fauna: Pisa, due cacciatori hanno salvato un Lupo avvelenato mentre si trovavano a caccia nel territori del Melandrone.

Durante una giornata che doveva essere interamente dedicata alla caccia, Alessandro e Federico Nicosia, entrambi di Rosignano Solvay, si sono imbattuti in un lupo. “Mercoledì 24 settembre, la mattina – racconta Alessandro Nicosia che tra l’altro è agente di Polizia municipale a Rosignano – io e mio fratello abbiamo deciso di andare a caccia. Attorno alle ore 10, ci trovavamo a 200 metri dal Malandrone e vicino alla tenuta del Terriccio. Michel, la mia cagnetta Pointer inglese, si è immobilizzata ed ha iniziato a puntare verso la boscaglia”. “Sul momento ho pensato che si alzasse in volo un fagiano; invece, proprio l’atteggiamento della canina, mi ha incuriosito e mi sono avvicinato al bosco: lì, in mezzo ai rovi, vicino ad un piccolo corso d’acqua, c’era un grosso lupo grigio, immobile. Passato il primo stupore, quando ho capito lo stato di salute dell’animale, ho immediatamente chiamato la Polizia provinciale. Di lì a poco è arrivata la dottoressa Salvagno, le guardie venatorie di Livorno e poi Pisa e l’animale è stato trasferito in clinica”.

Si suppone che il lupo abbia ingerito sostanze velenose ma per la diagnosi vera e propria ci sarà da attendere il risultato delle analisi del sangue. “Quando sono arrivata sul posto il lupo – racconta la dottoressa Salvagno – un bellissimo maschio di 39 chilogrammi, aveva la bava alla bocca e non era più in grado di muoversi”. È stata proprio la dottoressa a prestare le prime cure all’animale.

“Quando è arrivata la Polizia provinciale di Pisa il lupo, con museruola, è stato caricato in auto e trasferito alla clinica veterinaria dove attualmente – racconta la dottoressa – è sotto le cure del professor Michele Corazza. Al momento è in terapia ma sembrava che le sue condizioni stessero migliorando. In clinica il lupo sarà sottoposto ad analisi complete per stabilire con esattezza le cause del suo malessere”.

Se tutto andrà bene, e l’animale ce la farà a superare la crisi, attraverso l’esame del pelo verrà stabilito il suo Dna, anche per capire se si tratta di un lupo in purezza o di una specie ibrida. “Se si tratterà di un lupo in purezza e non un ibrido – spiega Marina Salvagno – gli sarà posizionato un radio collare con il quale sarà possibile seguire i suoi movimenti una volta reinserito in natura”. Alessandro Nicosia, che in queste ore continua a seguire le sorti dell’animale tratto in salvo pone l’accento proprio sul rapporto tra ambiente e caccia: “questa vicenda dimostra che ci sono ancora cacciatori, come noi, che rispettano le regole ed amano l’ambiente”.

( 29 settembre 2014 )

 

 

Fonte: IlTirrenoGeoLocal

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