Caccia: La Provincia di Brescia autorizza i capanni dopo il parere positivo della Riserva Naturale “Torbiere del Sebino” sulla Valutazione d’incidenza predisposta con il decisivo contributo dell’Ufficio Avifauna Migratoria FIdC.
Risolto il problema del rinnovo delle autorizzazioni ai sei appostamenti fissi di caccia situati nel Lago d’Iseo, che la provincia di Brescia aveva revocato a seguito della richiesta della Regione Lombardia di predisporre la Valutazione d’incidenza. Questi appostamenti sono preesistenti sia all’istituzione dell’area SIC-ZPS delle Torbiere d’Iseo, sia allo spostamento dei confini della Riserva Naturale, avvenuto nel 2011, e per questo si trovano a meno di 400 metri dal nuovo confine. In base ad un’interpretazione discutibile delle normative, la Regione Lombardia al momento del rinnovo dell’autorizzazione provinciale ha richiesto la Valutazione d’incidenza per consentire il permanere degli appostamenti, valutazione che deve essere approvata dall’organo gestore della Riserva Naturale.
Grazie al coordinamento del delegato ACMA di Brescia Geom. Domenico Bianchi, e al supporto di Federcaccia Brescia, è stato predisposto uno Studio d’incidenza complessivo per gli appostamenti ad opera dei dottori Andrea Lavarini e Simona Bianchetti. Questo studio è stato successivamente integrato, anche su richiesta di chiarimenti della Riserva Naturale, da una documento tecnico predisposto dall’Ufficio Avifauna Migratoria FIdC, che ha analizzato le tendenze decennali dei prelievi di anatidi e folaga compiuti negli appostamenti, insieme ai risultati dei censimenti invernali delle specie di anatidi più comuni sia nel lago che nelle Torbiere, e di una selezione di specie protette tipiche dell’area della riserva.
I risultati hanno dimostrato che il prelievo non è dipendente dalle presenze invernali nelle Torbiere, e solo in parte lo è dalle presenze sul lago. Inoltre, le tendenze decennali di presenza invernale di varie specie protette nelle Torbiere sono favorevoli, ad eccezione degli uccelli ittiofagi. In sintesi, l’attività dei capanni, così come oggi presenti sul lago, non ha determinato un effetto negativo sulle presenze di uccelli nella riserva.
Questo risultato conferma ancora una volta che l’apporto tecnico scientifico è determinante per il mantenimento e la sostenibilità delle tradizioni venatorie italiane, anche nel confronto con gli enti che gestiscono le aree protette.
Roma 30/09/2014 Ufficio Avifauna Migratoria FIDC- ACMA Brescia- FIDC Brescia
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