Caccia e Fauna: Lazio, decreto tutela Orso Marsicano, sindaci protestano

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Caccia al CinghialeCaccia e Fauna: Lazio, il decreto regionale per la tutela dell’Orso Marsicano provoca la protesta dei sindaci dei comuni della Valle di Comino.

In particolare si può leggere in una nota stampa diffusa dal Comune di Picinisco in provincia di Frosinone: “Levata di scudi dei sindaci della Valle di Comino contro il Decreto 247 del 5 agosto scorso con il quale la Regione Lazio ha fissato il calendario venatorio e regolamentato le modalità di caccia a tutela dell’orso marsicano nel versante laziale del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. Ad ispirare le limitazioni sulle modalità di caccia, in particolare la riduzione del numero dei cani utilizzabili per la caccia al cinghiale, l’intenzione di tutelare l’orso marsicano. Contro il decreto si sono coalizzati tutti i sindaci della valle di Comino interessati, radunati intorno ad un tavolo tecnico dal sindaco di Picinisco Marco Scappaticci e dal responsabile dell’Associazione Cacciatori di Picinisco Fabrizio De Marco.

In una riunione dell’altra sera, i primi cittadini di Alvito, Picinisco, S. Biagio Saracinisco, S. Donato Valcomino, Settefrati e Pescosolido, ma anche quelli di Campoli Appennino e Vallerotonda hanno dato l’adesione alle prossime iniziative da assumere, hanno deciso di opporsi con ogni mezzo consentito alle disposizioni previste dal Decreto, in particolare nella parte riguardante le limitazioni alla caccia. Nei prossimi giorni, dopo una consultazione di tipo legale, sarà presentato un articolato ricorso al Tar e saranno coinvolti anche i consiglieri regionali del territorio per proporre una interpellanza urgente al presidente della Regione Lazio.

“Le limitazioni sulla caccia al cinghiale – dichiara Scappaticci – sono un vero e proprio flagello per la nostra economia che si basa sulla pastorizia e sulle aziende faunistiche locali. La riduzione del numero dei cani scoraggia sicuramente i cacciatori che vengono da lontano, che preferiranno altre zone e quindi altre aziende, arrecandoci un danno economico e turistico a carico delle aziende ma anche del settore della ristorazione ed alberghiero.

Non solo, è paradossale che per proteggere l’orso marsicano, che nella nostra area non ha mai fatto registrare casi di orsi uccisi dai cacciatori, si proteggano i cinghiali, il cui numero per ragioni climatiche si è triplicato (!), che sono responsabili di danni enormi alle colture e ai cittadini in tutto il nostro comprensorio. Danni quantificati in circa 400.000 euro l’anno mai risarciti; dovrebbe farlo la Provincia ma ha un capitolo specifico di soli 50.000 euro! Chi paga i restanti danni”?

Il responsabile dell’Associazione Cacciatori Fabrizio De Marco, promotore dell’Azienda faunistica di Picinisco, ha puntualizzato che “la protezione dell’Orso Marsicano è un codice etico dei cacciatori che appena ne avvistano uno lo comunicano via radio agli cacciatori presenti sospendendo immediatamente la battuta. I cinghiali, invece, riducono fortemente gli approvvigionamenti alimentari degli altri piccoli animali del Parco, e dello stesso Orso Marsicano, che hanno difficoltà ad alimentarsi e sono quindi costretti ad avvicinarsi anche loro alle abitazioni.

Le limitazioni imposte dal Decreto, quindi, non faranno che apportare un danno notevolissimo alla già fragile economia della Valle di Comino”. “E’ assurdo – conclude il sindaco Scappaticci – che queste limitazioni siano state adottate solo nel Versante laziale del Parco di cui, tra l’altro, non riconosciamo la creazione della cosiddetta ‘area di rispetto esterna’ perché non esiste nelle altre regioni confinanti e non penalizza fortemente i comuni della Valle di Comino”.

( 29 settembre 2014 )

Fonte: Sora24

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