Caccia: Piemonte, limitazioni sulla caccia

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Cacciatore - FagianoCaccia: Piemonte, limitazioni sulla caccia, vietati i richiami vivi, limiti per le specie a rischio e obbligo giubbotti alta-visibilità.

Conto alla rovescia: l’apertura della stagione venatoria è imminente anche in Piemonte. La Regione vuole, tra le altre cose, che i cacciatori siano riconoscibili: per la loro incolumità e per quella altrui. La decisione era stata annunciata alla fine di agosto: un giro di vite, anche se il termine in Regione non piace, per difendere nell’imminente stagione venatoria alcune specie della fauna alpina. Specie protette. Ieri la giunta è passata dalle parole ai fatti, con qualche variazione sul tema: sarà tutelata la pernice bianca, non la coturnice. Prenderà il suo posto la «lepre variabile». È la prima notizia della delibera approvata nella riunione degli assessori, a margine del Consiglio, su proposta di Giorgio Ferrero. Evidentemente non si tratta di scelte casuali. La differenza, nella decisione, la fanno i censimenti appena ultimati con il ricorso dei cani specializzati nel far alzare i volatili. Ma anche nello scovare le nidiate per permettere di misurarne numero e consistenza.

Variazioni stagionali. Non è un caso se la coturnice, considerata in prima battuta, successivamente è uscita di scena: alla fine le variazioni della specie, che sono stagionali e rimandano a vari fattori (non ultimo, gli sbalzi climatici), si sono rivelate meno preoccupanti del previsto. Discorso diverso per la pernice bianca e la lepre variabile. “Abbiamo voluto tutelare due specie particolarmente vulnerabili – ha spiegato Ferrero dopo la giunta -. In questo momento la pernice bianca è considerata a rischio di estinzione su tutto l’arco alpino. Rischio aggravato dal maltempo di questa estate, che ne ha reso ancora più critiche le condizioni di vita”.

Emblematiche le precipitazioni di luglio, tra i più piovosi che si ricordino. Si diceva della lepre variabile. “A oggi in Piemonte non esistono censimenti affidabili – ha aggiunto l’assessore -. Per questo abbiamo scelto di rendere concreta l’attenzione all’ambiente e alla tutela delle specie animali a rischio che ci compete, e in cui fortemente crediamo”. Di fatto, saranno dimezzate le specie della tipica fauna alpina cacciabili in montagna: “Toccherà poi alla nuova legge regionale sulla caccia, contiamo di avviare le consultazioni sul nuovo testo entro la fine di ottobre, a definire in modo organico le specie cacciabili in Piemonte”. Parole nette. E questo, anche se in assessorato nessuno si senta di escludere un ricorso contro la decisione.

I divieti. Non è l’unica novità di una delibera che farà discutere. «Alla vigilia dell’apertura della caccia abbiamo assunto altri provvedimenti», spiega Ferrero. Due in particolare. Il primo è la richiesta ai presidenti degli ambiti di caccia di imporre ai cacciatori di indossare giubbotti o bretelle ad alta visibilità, a tutela della loro salute e di quella delle persone che frequentano zone di caccia. La seconda è l’entrata in vigore, per la prossima stagione venatoria, del divieto di utilizzo di richiami vivi, cioè di uccelli tenuti in gabbia che con il loro canto attirano altri uccelli. Portandoli a tiro dei cacciatori, ovviamente.

( 18 settembre 2014 )

Fonte: LaStampa – Torino

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