Caccia: Valle d’Aosta, gli animalisti protestano per la Festa della Caccia

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Ente Nazionale Protezione Animali - LogoGli animalisti protestano per i fondi di denaro pubblico che la Regione Valle d’Aosta ha destinato alla Festa della Caccia 2012.

L’Ente Nazionale Protezione Animali onlus polemizza con la Regione autonoma Valle d’Aosta per aver organizzato lo scorso fine settimana la Festa della Caccia, considerando “inaccettabile che questa iniziativa, finalizzata alla tutela di un interesse privato avversato dalla stragrande maggioranza dei cittadini, sia stata organizzata con il denaro dei contribuenti”.

L’associazione chiede alle Autorità di bloccare i finanziamenti in favore di iniziative filo-venatorie concludendo con la proposta che “Se ciò non dovesse accadere tutti i cittadini dovrebbero essere in qualche modo ‘risarciti’ per l’impiego non ottimale delle risorse pubbliche”.

A suscitare le proteste degli animalisti dell’ENPA, la vicenda relativa alla Festa della Caccia tenutasi a Pollein (AO) organizzata dalla Presidenza della Regione e dall’assessorato all’agricoltura, che ha beneficiato del finanziamento pubblico da parte della stessa Regione.

Fanno infatti sapere dalla ENPA, “Riteniamo inaccettabile che questa iniziativa, finalizzata alla tutela di un interesse privato avversato dalla stragrande maggioranza dei cittadini, sia stata organizzata con il danaro dei contribuenti”.

Proseguono critici gli animalisti, “Ci saremmo aspettati che, in un momento così difficile per il nostro Paese, il denaro versato dai cittadini con le tasse fosse utilizzato per iniziative più utili, volte alla promozione del bene comune: l’ambiente e la protezione della fauna, ad esempio, la cui tutela al contrario dell’attività venatoria rappresenta un obbligo dello Stato”.

Continuando nelle critiche alla Regione affermano dall’ENPA, “Non è certo lusinghiero sapere che le tasse pagate dai residenti, a fronte di enormi sacrifici e in un momento così difficile per tutti, sono destinate ad alimentare la “barbarie” della caccia, osteggiata ormai quasi da tutti”.

Infine gli animalisti concludono chiedendo di non utilizzare più il denaro pubblico per finanziare eventi filo venatori avvertendo inoltre che “Se ciò non dovesse accadere tutti i cittadini dovrebbero essere in qualche modo “risarciti” per l’impiego non ottimale delle risorse pubbliche”.

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