Cervi al bramito: Bruno Modugno, “in Appennino gestione senza pregiudizi”

La discussione sulla caccia al cervo durante il bramito si arricchisce di un altro autorevole parere. Modugno guarda all'Appennino: " i nostri cervi prosperano, aumentano di numero e di peso corporeo".

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La caccia durante gli amori è certamente un argomento che interessa, appassiona e divide la maggior parte dei cacciatori di canna rigata. Lo dimostra questa interessantissima discussione che si è aperta attraverso le nostre pagine. Un altro “pezzo da novanta” interviene ponendo l’accento sulla caccia di gestione in Appennino, più giovane d’età, ma ricca di successi. Ribadiamo la nostra disponibilità ad ospitare opinioni, commenti, repliche e quant’altro di sensato venga detto sull’argomento. F.C.

brumo-modugnoCaro Ettore, come dici giustamente, non ci sarebbero problemi per la caccia al bramito. E allora, mi spieghi come è nata questa filosofia buonista? Se è solo una mia impressione, manteniamo questa sana pratica di prelievo. E’ vero. Ci vuole prudenza, sapienza, competenza, poco disturbo, poca gente in giro. Quindi, immagino, capo assegnato e scelta del soggetto anziano da prelevare. A Tarvisio (lo dico da ultraventennale frequentatore della Riserva e ora socio onorario) questo accade. Non accade, ahimé, in Trentino dove non vige il principio del “capo assegnato” e quindi mi pare che ci sia un correre tutti insieme ad assicurarsi i  soggetti previsti dal piano. E così, tutti fuori insieme i primi giorni di caccia, tiri a volte a 500 metri…Scusa la franchezza.

Da appenninico, mi sento un po’ toccato dai tuoi giudizi sul nostro modo di gestire. Gli Appenninici hanno bene appreso la lezione del Centro Europa, hanno avuto ottimi insegnanti (voglio ricordare il friulano Nicoloso).  E i risultati si vedono: i nostri cervi prosperano, aumentano di numero e di peso corporeo, sono portatori di trofei che ricordano quelli dei loro antenati danubiani (i cervi appenninici vengano da Tarvisio, essi stessi originari più recentemente dalla Carinzia e più anticamente dall’Ungheria).

Da noi si fa gestione senza pregiudizi e nessuno storce il naso quando gli tocca la femmina o il vitello (come invece accade ancora oggi tra i vecchi della Zona Alpi). Non ho mai sentito proporre da noi la caccia ai cervidi con i segugi, così come accade in Francia. E’ una vecchia proposta dei segugisti del nord Italia. E qualche tempo fa ho letto lo stesso suggerimento sulla rivista dell’Associazione dei Cacciatori Tirolesi, organismo del quale faccio parte. Comunque a Tarvisio, nel mese di gennaio, così come in molte zone dell’Austria e dell’Ungheria, si pratica una sorta di battuta alle femmine allo scopo di completare il piano d abbattimento. Ma senza cani.

Comunque, lasciami dire una cosa. Mi piace questo dibattito franco, ma civile e composto che si sta sviluppando su Caccia Passione. E’ molto diverso da quanto accade in altre sedi. Per questo mi piacerebbe che qualche altro cacciatore dicessa la sua. Waidmann’s Heil! E Viva Maria! Bruno Modugno

 

leggi il pezzo di Goffredo Grassani                                       leggi la replica di Ettore Zanon

grassani miniEttore Zanon

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