CIA Rovigo: “Le nutrie sono troppe e sempre più fuori controllo”

Parallelamente agli interventi di eradicazione - prosegue il direttore - vanno avviati sistemi di rapida allerta nel caso di nuove colonizzazioni.

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Cremonesi

Rovigo“Mettiamo subito a punto un crono-programma nell’ambito del tavolo di coordinamento regionale finalizzato ad attuare i piani operativi di contenimento delle nutrie”. Questa la richiesta avanzata dalla Cia di Rovigo in occasione di uno specifico incontro organizzato nei giorni scorsi dalla direzione agroambiente programmazione e gestione ittica e faunistico-venatoria della Regione Veneto, insieme alle organizzazioni agricole e alle associazioni venatorie. “Nell’attuale contesto storico – sottolinea il direttore di Cia Rovigo, Paolo Franceschetti – non sempre siamo in grado di dare risposte concrete a tale grande criticità, ovvero la massiccia presenza di nutrie nel nostro territorio: la situazione è fuori controllo, se ne contano oltre 200mila in tutto il Polesine.

La stima, peraltro, è al ribasso”. Motivo per cui, aggiunge lo stesso direttore, “sosteniamo con forza l’avvio dell’iniziativa, purché vengano date delle tempistiche precise rispetto al contenimento degli esemplari”. E c’è un’ulteriore questione da considerare: “Le istituzioni sono chiamate a suddividere i compiti in maniera puntuale, in modo che non vi siano delle sovrapposizioni. Dev’essere chiaro chi fa che cosa. In questo senso l’unico obiettivo è rappresentato dal contenimento di questi animali, per il bene del mondo dell’agricoltura e della società civile”. Solo il 10% dei danni in agricoltura viene poi rimborsato, ricorda Cia Rovigo: “Si pone pure il tema della redditività delle imprese”.

“Sarà fondamentale coinvolgere nel programma il mondo universitario, la scienza può darci delle utili indicazioni rispetto all’iter da seguire – analizza Franceschetti – un modus operandi che potrebbe dare degli ottimi riscontri, ad esempio, è rappresentato dalla sterilizzazione”. Relativamente alla stesura del programma, in realtà, una base sulla quale impostare il lavoro esiste già: si tratta del Piano di gestione nazionale della nutria. “Nel documento, predisposto dal ministero dell’ambiente e dall’Ispra sono sintetizzati i metodi di intervento finalizzati al contenimento delle nutrie stesse”. Fra questi, la cattura in vivo tramite gabbie o trappole è il più indicato: risponde ai requisiti di buona selettività, efficacia e ridotto disturbo.

Tuttavia, le gabbie, una volta attivate, devono essere controllate da parte degli addetti autorizzati una volta al giorno nei mesi autunnali e invernali, due volte al dì in quelli più caldi. Vi è anche la possibilità dell’abbattimento diretto con arma da fuoco, sempre da parte di selecontrollori titolati. “Parallelamente agli interventi di eradicazione – prosegue il direttore – vanno avviati sistemi di rapida allerta nel caso di nuove colonizzazioni”.

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