Coordinamento squadre di caccia collettiva al cinghiale ATC BO3 chiede maggior trasparenza

ATC BO3 | Il coordinamento delle squadre di caccia collettiva al cinghiale ATC BO3 dopo varie riunioni tra tutti i capisquadra ha chiesto all’ATC “trasparenza”.

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ATC BO 3Il coordinamento delle squadre di caccia collettiva al cinghiale ATC BO3 dopo varie riunioni tra tutti i capisquadra ha chiesto all’ATC “trasparenza”. Infatti, nei giorni precedenti all’approvazione del bilancio, questo coordinamento ha chiesto al Presidente dell’ATC di poter accedere alla rendicontazione, così da poter valutare al meglio tutte le voci e i capitoli di spesa, nonchè atto previsto dalla Statuto. Per contro, la risposta è stata fuorviante, in quanto è stato ribadito che era possibile accedere alla consultazione del documento economico, solo dopo l’approvazione da parte dei soci in sede di assemblea. Il coordinamento ATC BO3 vuole ricordare che nello statuto è chiaramente indicato che il singolo socio ha la possibilità di consultare di accedere alla rendicontazione anche 15 giorni prima dell’approvazione stessa del documento.

Questo atteggiamento, non è passato di certo inosservato dai soci, creando grande scalpore e sopratutto dubbi sull’operato economico dell’ATC.

Il 25 novembre 2019, cacciatori agricoltori ed ambientalisti dell’ATC BO3, a seguito della convocazione dell’assemblea generale dei soci, si sono riuniti a Bologna per discutere ed approvare i bilanci consuntivi e preventivi dell’ATC e vari regolamenti. Durante l’assemblea, apparsa subito molto dibattuta, e’ stata richiesta una presentazione in trasparenza dei bilanci come previsto dallo statuto, dando atto che la maggioranza dei soci ha bocciato con 328 voti contrari 8 astenuti e 113 favorevoli. Tale atteggiamento appare come un segnale di cambiamento e di trasparenza necessario sulle gestioni territoriali a salvaguardia delle culture agricole; infatti è necessaria la valorizzazione e il coinvolgimento delle squadre organizzate per valorizzare il legame agricoltore cacciatore.

Con questa partecipazione le parti presenti, circa 500 votanti, hanno voluto dare una svolta chiara e decisa al sistema, nonchè un messaggio sullo stato di malessere politico che si respira alla vigilia delle elezioni regionali in Emilia Romagna.

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