Federcaccia Bergamo: come comportarsi coi caprioli durante escursioni e sfalcio dei prati

L'associazione si è occupata del caso di un ungulato che sarebbe stato vittima della tagliola di un bracconiere.

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Federcaccia Bergamo

Federcaccia BergamoFedercaccia Bergamo si è occupata del caso di un piccolo capriolo in Maresana che sarebbe stato vittima della tagliola di un bracconiere. Come ha spiegato l’associazione, questa sarebbe l’unica ipotesi scartabile con certezza: il caprioletto aveva pochi giorni (e non mesi) e di sicuro ha perso la zampetta lì dove la madre l’aveva partorito. La verità è che nel mese di giugno molti cuccioli di capriolo sono vittima di escursionisti o di motofalciatrici. I primi li raccolgono credendoli abbandonati, le seconde non danno scampo amputando le zampette prima che possano fuggire. Le femmine di capriolo partoriscono e nascondono i piccoli nell’erba alta, spesso ai bordi dei prati e purtroppo il tempo dei parti coincide con quello della fienagione.

La madre sta nei pressi, e si avvicina ai cuccioli solo per allattarli, finché non sono in grado di seguirla, per non farli scovare dai predatori. L’unica difesa dei piccoli è rimanere nascosti nell’erba: sono privi di emanazioni e rimangono immobili e mimetizzati. Per tale motivo vengono puntualmente travolti dalle motofalciatrici, anche quelle spinte manualmente, e come minimo rimangono con le zampette amputate. Stessa sorte colpisce i leprotti e le covate di fagiani e starne. All’estero si fanno vere e proprie campagne di sensibilizzazione per effettuare gli sfalci partendo dal centro dei campi e a spirale verso l’esterno (così da spingere gli animali verso l’esterno) e applicando alle macchine svariati congegni che facciano fuggire gli animali prima dell’arrivo delle lame.

Buona norma sarebbe già quella di perlustrare il prato da sfalciare. E, regola valida quando si trova un piccolo di capriolo, mai toccarlo! Non è abbandonato ma la sua mamma è lì vicina. Toccandolo lascereste il vostro odore e la mamma con grandissima probabilità lo abbandonerebbe. Il fatto che si sia pensato ad una tagliola la dice lunga di come la gente sia del tutto impreparata rispetto agli impatti che le attività umane hanno sulla fauna: non dovremmo stupirci se si dicesse che la fienagione a giugno miete più caprioli della stagione di caccia.

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