I cacciatori siciliani chiedono 5 giorni di pre-apertura e la chiusura della caccia al 10 febbraio

Il testo dell'assessore Cracolici è stato giudicato soddisfacente, ma alcuni aspetti devono essere approfonditi e corretti.

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Sicilia

Cacciatori sicilianiStefano Privitera, già presidente dei Liberi Cacciatori Siciliani, ha deciso di scrivere una lettera all’Assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici. Il testo è stato riportato integralmente dal Sindacato Nazionale Cacciatori. L’occasione è quella della stesura del calendario venatorio relativo alla stagione 2017-2018: non mancano le critiche, come avviene puntualmente, soprattutto in merito ai tempi della caccia, alle specie tacciabili e al numero di capi che possono essere abbattuti.

La proposta dell’assessore è stata giudicata soddisfacente, tenendo conto del parere dell’ISPRA e della dinamica delle popolazioni selvatiche, anche se due aspetti andrebbero valutati meglio e corretti. Anzitutto, non è piaciuta la fissazione a priori delle tre giornate di pre-apertura, come anche la chiusura dell’attività venatoria alla data del 31 gennaio 2018 invece che al 10 febbraio. La pre-apertura riguarda tortore, colombacci e conigli selvatici: i problemi sono di carattere gestionale, visto che la concentrazione di cacciatori farà aumentare la densità venatoria, senza dimenticare l’incompatibilità con le esigenze lavorative e personali.

La proposta è quella di scegliere queste giornate in base alle esigenze, così da diluire l’impatto dei cacciatori nel periodo 2-16 settembre. Un’altra richiesta è quella di aumentare le giornate di pre-apertura da 3 a 5 per avere un maggiore margine di scelta. La chiusura del 10 febbraio, poi, dovrebbe riguardare colombacci, corvidi e volpi, come previsto dalla “Comunitaria” del 2010 che ha fissato proprio questo posticipo.

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