Note dolenti
Neanche 6 mesi fa la Germania veniva ammirata da gran parte del mondo venatorio per via dei suoi numeri invidiabili: negli ultimi 10 anni le donne cacciatrici sono passate dal 20% al 28% del totale dei praticanti, con un’età media che si è ridotta da 35 a 33 anni, e i cacciatori che abitano in città sono passati dal 19 al 23%. Un boom di tutto rispetto, peccato che in terra teutonica non ci siano soltanto rose e fiori. Il rovescio della medaglia è quanto sta avvenendo in Sassonia, dove alcuni cacciatori potrebbero perdere la loro licenza a causa del credo politico.
Nuovi criteri da valutare
Come riportato dai media locali, il Land starebbe discutendo un decreto che prevederebbe i nuovi criteri di valutazione in materia di possesso di armi e partecipazione all’attività venatoria. Uno degli elementi considerati fondamentali per garantire la sicurezza in questo senso sarebbe proprio l’appartenenza politica del cacciatore. In particolare, l’adesione a determinati partiti andrebbe incidere sul mantenimento o meno della licenza. Il riferimento in questo caso non può che andare a uno schieramento ben preciso.
Il partito “preso di mira”
A rischio sono soprattutto i cacciatori che appartengono ad AFD, sigla che identifica l’Alternative für Deutschland, partito tedesco di estrema destra che viene considerato nazionalista e che fonda le sue convinzioni sull’euroscetticismo e sul contrasto all’immigrazione. Il dibattito è stato inevitabile perché si temono decisioni ancora più drastiche, anche se per il momento si viaggia ancora lungo binari ipotetici.


































