Insulti e festeggiamenti online per la morte di un cacciatore: il caso non viene archiviato

Il GIP del Tribunale di Belluno ha ordinato di indagare sugli autori del post, fondatori dell'associazione Centopercentoanimalisti.

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Morte di un cacciatore

Morte di un cacciatoreIl Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Belluno ha ordinato l’imputazione coatta nei confronti di Paolo Mocavero, uno dei tre fondatori del gruppo estremista Centopercentoanimalisti. Il fatto si riferisce allo scorso mese di novembre: un cacciatore 45enne era morto a causa di un malore durante l’attività venatoria e la stessa associazione aveva deciso di festeggiare l’evento su Facebook e sul proprio sito web con un post di cattivo gusto (per usare un eufemismo).

Non è la prima volta che Centopercentoanimalisti si comporta in questa maniera, ogni volta che viene annunciato il decesso di un cacciatore compare sempre un’immagine con una persona che stappa una bottiglia di spumante, un fantasmino e la scritta “me ghosta” per indicare il macabro gradimento (l’ultimo di questo tipo risale ad appena due giorni fa): nel caso di sette mesi fa, però, si era superata la misura.

In effetti, il post aveva ricevuto molti commenti, gran parte dei quali poco rispettosi della famiglia del 45enne e soprattutto della figlia minorenne, con frasi che fomentavano l’odio. Ecco perchè il caso non è stato archiviato e il GIP ha ordinato al Pubblico Ministero di indagare sugli autori della pubblicazione online.

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